Archivio per la categoria ‘Società’

Scritto da pdac il ago 31

Certe estati pare non voler smettere più di piovere. Ci sono periodi così: sembra quasi che uno debba pagare il conto di un luglio troppo caldo, in cui ha lavorato, subendo un agosto piovoso. Come sempre però, va fatta di necessità virtù. Così ringrazi il Signore di avere un ferragosto in cui ha piovuto solo verso sera ed il sole, sebbene rimasto quasi nascosto dalle nuvole, non ha abbandonato del tutto il tuo cielo.

Madonna

Madonna

E’ della sera del quindici di agosto che voglio parlare, festa della madonna assunta in cielo.

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Scritto da pdac il giu 21

Ci sono delle cose che ti fanno capire come sei cambiato. Alcune piccole, altre meno. Tutto dipende da come le interpreti.
Prendi ad esempio un paio di capelli sul cuscino. Ti dicono che stai cambiando: puoi opporti fin che vuoi, ma stai invecchiando, impercettibilmente forse, ma lo stai facendo.
Uno se ne può sbattere, ed io credo che faccia anche bene, però quello è un dato oggettivo a cui non puoi opporti.

Chitarra

Chitarra

Prendi il fatto di realizzare che sono tre estati che non vai in ferie con la chitarra, tu che piuttosto lasciavi giù il cane, ma il posto alla chitarra lo trovavi. Fosse anche solo per suonare la serenata alla moglie prima di addormentarsi.
Uno può far finta di niente. Ma anche no. Questo è un cambiamento che non voglio, nella maniera più assoluta.
Tutto sto casino per una chitarra?
Eh già. Ma non è solo una chitarra…

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Scritto da pdac il giu 1

A momenti rischiavo il patatrac. Nel senso che per un pelo mi perdevo tutto il divertimento. Tutto perché veniva quasi più facile ascoltare le voci intorno, quelli del carrozzone: basta che uno faccia una cosa diversa, inusuale, incomprensibile ai più e subito la si bolla come una cazzata, qualcosa che va disprezzato a prescindere.

Chinese Democracy

Chinese Democracy

Uno si chiede: con chi ce l’hai stavolta? Con nessuno, al solito. Ma parlo dei Guns. Di Chinese Democracy, l’ultimo album. Proprio quello. Quello di Axl.

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Scritto da pdac il mar 26

Le cose arrivano quando meno te l’aspetti. Ci sono momenti in cui ti sembra di fare cose “normali”, quelle che chiamiamo routine e nel bel mezzo del naturale corso di queste cose arriva la rivelazione.
Con l’altra parte di me (che poi sarebbe mia moglie), abbiamo seguito un corso per prepararsi al matrimonio. In teoria dovremmo già essere preparati perché siamo sposati da più di sette anni, ma eravamo lì in veste di aiutanti sul campo.

Per tutta la vita

Per tutta la vita
(foto di Roberto Gazzetti)

Per dimostrare che ce la si può fare ad arrivare a sette anche se tutti sembrano fermarsi a uno.

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Scritto da pdac il feb 14

Di certo il cielo non era coperto ad nubi nefaste e chiaramente non pioveva. Il sole brillava come non mai ed a detta di tutti era proprio una bella giornata.

Sav Valentino

Sav Valentino

Se una qualsiasi persona matura cinquanta o sessanta anni prima fosse stata catapultata in questo futuro, in un giorno come questo, sarebbe rimasta shockata: niente meteoriti, esplosioni nucleari, invasioni aliene o quant’altro aveva rovinato la terra. Il progresso tecnologico non aveva influenzato il modo di vivere della gente se non in meglio ed i valori umani erano alti e soprattutto esistevano ancora, salvo le dovute eccezioni.

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Scritto da pdac il gen 1

La cosa bella del primo dell’anno è che se ti alzi presto, e se sei uno a cui di botti e cenone frega poco lo fai, non c’è in giro nessuno. Quasi nessuno s’intende, a parte quelli a cui di botti e cenone frega poco. In mezzo a quel silenzio e’ per certi versi facile mettere insieme gli eventi successi nell’anno.

guerra

guerra

Uno dice, i pensieri li avrai fatti su quello che ti è successo, invece no, è stata un’esperienza macroscopica, che riguarda il mondo, guarda un po’. Più propriamente gli Stati Uniti, nella persona di Obama e la Russia, nella persona di Putin.

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Scritto da pdac il nov 28

A S.Vittore ci sono finito, da ospite, per cose mie. Era un po’ che volevo vedere da dentro questo posto, dopo essermelo fatto raccontare, dopo averlo visto ovunque via web ed essermelo immaginato, l’ho visto da dentro.

Gabbia

Gabbia

L’incontro era organizzato dal gruppo della Trasgressione ed aveva come titolo “Il mio nome, il mio progetto”.
Ecco cosa mi è passato nella testa.

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Scritto da pdac il nov 23

Prima a cena col Sò, una birretta, qualche video dello “Svarione degli anelli” su Youtube, i figli a nanna e poi, finalmente, via a vedere il nuovo, spettacolare, fantasmagorico, apocalittico, distruttivo, fantascientifico film di Eymerich.

Duemiladodici

Duemiladodici

Ah no, quello era l’inquisitore malato di Evangelisti. Questo ha due emme: Emmerich.

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Scritto da pdac il set 30

Sì sa, per chi gioca le domeniche libere son poche. E allora che si fa? Gita familiare: destinazione Venezia. La città dei dogi. Uno dei posti più romantici al mondo, il posto che forse più di tutti ci è invidiato dal mondo. Insomma, il presupposto è quello di vivere una bellissima giornata.

Venezia

Venezia

Invece no. E non è perché il treno ha tardato mezzora a partire. Non è nemmeno perché il treno ha tardato due ore anche a tornare. Niente di tutto questo: Venezia è una puttana d’alto borgo.

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Scritto da pdac il lug 31

Lo so che certe volte scrivo titoli criptici. Questo è uno di quelli, me ne rendo conto, ma i pensieri su queste cose sono come la pallina di un flipper. Sei lì per strada, vedi una cosa e parte la pallina che rimbalzando nel cervello scatena un pensiero che viene rimbalzato a sua volta dall’altra parte. Dai a chi non succede?

Auricolare

Auricolare

Come sempre, provo a spiegare. Per strada oggi ho visto in fianco a me un signore che con una mano teneva la cartina di Milano davanti a se e con l’altra smanettava sul navigatore satellitare. Con cosa teneva il volante, direte, ma non è questo il punto. E non è nemmeno la prima domanda che mi è venuta in mente.
Quel tizio mi ha ricordato le persone che ogni tanto mi capita di vedere in giro che usano l’auricolare per parlare telefonino: per definizione quell’accessorio dovrebbe servire per tenere le mani libere mentre si parla al telefono.
Invece no.

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Pensavo di aver capito