24
Feb 17

L’anno del Miracolo – 24 febbraio

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Certi giorni mi ritrovo a pensare come non vedo l’ora tu cresca per tornare ad essere indipendente, per tornare a dormire, soprattutto (sì, le ultime due notti ti sei svegliato ogni santa ora). Ma è solo un attimo.
Perché alla fine questa vita è finalizzata al viaggio, non all’arrivo. Perciò pazienza (tanta) se non dormo. Voglio gustare ogni singolo momento, anche quelli in cui sarò talmente saturo da chiedermi: chi me l’ha fatto fare? Lo so benissimo. Sei stato tu. Ho fatto tutto per te.


23
Feb 17

L’anno del Miracolo – 23 febbraio

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Nonostante finora la cosa sia apparsa totalmente naturale, sto incominciando seriamente a sentire la mancanza del rugby. Sì è vero sto andando a correre, sì è vero porto tuo fratello ad allenarsi e qualcosa riesco ancora a fare, ma il preparare la partita, il sudare sul campo, persino le botte, quello mi manca.
Ma una promessa è una promessa. Col terzo smetto, ho sempre detto a mamma.
Se vuoi provare a diventare un ometto dovrai imparare ad assumerti le tue responsabilità, anche se certe volte ti verrà voglia di placcare il tavolo.


22
Feb 17

L’anno del Miracolo – 22 febbraio

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Un po’ di sole, un’altalena e sembra di vederti in paradiso. La bella stagione sembra arrivare e quando si può ne approfittiamo. L’altalena ti piace, ti rilassa. Certe volte ti ci addormenti sopra, la manifestazione fisica del concetto di pace. Dovremmo imparare anche noi adulti a prendere il tempo di andare sull’altalena.
Anziché correre tra carrelli e spesa, macchine e traffico, vestiti, case e cose bisognerebbe mettersi lì, darsi una spinta e farsi baciare dal sole. Una spinta e su. Un’altra spinta e su.
Non sembri affatto preoccupato di tutte queste cose, sarà mica perché ti spingo io?


21
Feb 17

L’anno del Miracolo – 21 febbraio

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Ieri hai compiuto dieci mesi ed anche questi scritti lo hanno fatto. Sono dieci mesi che ogni giorno ti dedico un pensiero, ti ringrazio per qualcosa, ti spiego come è possibile sentirmi dire che tu mi hai salvato.
E non è una parola casuale, è proprio di salvezza che parlo ogni giorno.
Anche se le incertezze sono centuplicate mi sento al sicuro. Non ho paura di nulla se ti ho accanto, se rimaniamo noi, se sono capace di dare un senso a tutti questi doni.
Quando ci penso sembra che un cuore solo non possa bastare. Il cuore va curato, coltivato, innaffiato, protetto. Pensavo il mio non sarebbe bastato, così sei arrivato tu e me ne hai dato uno nuovo.


20
Feb 17

L’anno del Miracolo – 20 febbraio

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Avrai vergogna di mostrarti per quello che sei? Essere se stessi è forse una delle cose più difficili in assoluto. Ogni nostro atteggiamento è il frutto del filtro che gli altri mettono su di noi. “Si aspettano che li faccia ridere… Facciamoli ridere!” oppure “Se mi comporto così mi prenderanno in giro, evitiamo” e pian piano modifichiamo noi stessi.
Certe volte in questo mi sento un maestro, tanto che mi chiedo “Ma io voglio davvero essere così?”. Mi viene in mente perché oggi ti vedo puro, senza i filtri di cui sopra, una pagina bianca che sarebbe un delitto sporcare. Inevitabilmente però cambierai. A volte magari per colpa mia.
Per questo ti dico, fatti un favore, rimani te stesso finché puoi.


19
Feb 17

L’anno del Miracolo – 19 febbraio

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Riflettevo con mamma sul grado di iterazione che abbiamo raggiunto. Mi cerchi, mi chiami, sembra davvero tu abbia bisogno di me. Ne parlavo con lei perché con tua sorella e tuo fratello inizialmente c’era meno dipendenza. Erano, diciamo, più mammoni…
Tu no. Non dico tu sia un papone (come ti ho già scritto la mamma regna sovrana nel tuo cuore) ma mi cerchi, mi vuoi.
Così come è stato per tua sorella e tuo fratello però sono convinto che il tempo che verrà sarà ancora più bello. Ci divertiremo, fidati. Il meglio deve ancora venire!


18
Feb 17

L’anno del Miracolo – 18 febbraio

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Se vedessi i progressi che fai ogni giorno! Certe volte mi sembra di salutarti il mattino e di ritrovarti la sera con qualcosa di nuovo, di diverso. Al di là dei gesti, è poi lo sguardo che cambia. Ogni giorno sembri sempre più consapevole, come se capissi qualcosa in più. Ci sono persone che ti piacciono, altre meno, ci sono cose ti divertono, altre per niente. C’è tutto questo intorno a te, e tu ci interagisci.
Infine poi c’è… Beh, poi c’è la tua mamma. E fidati, come ti vedo guardare lei, non guardi nessuno.


17
Feb 17

L’anno del Miracolo – 17 febbraio

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Oggi è un giorno molto importante, perché il compleanno di tua sorella. Di lei a chi mi chiede dico sempre come sia stata il mio anno zero. C’ero io, è arrivata lei, e quello dopo non ero più io. E’ cambiata la prospettiva delle cose. E’ cambiato il modo in cui ho visto il mondo. E’ cambiata la mia lista delle priorità.
E anche se oggi il suo regalo preferito è quello dei soldi da spendere in vestiti, per me sarà sempre la bimba che non poteva separarsi dalla sua bambola, che aveva chiamato Clara.
Dietro agli occhi di ragazzina c’è ancora lei, il mio anno zero.


16
Feb 17

L’anno del Miracolo – 16 febbraio

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Devo dire che così quasi non c’è gusto. Stasera eri così “cotto” che ci ho messo meno di cinque minuti a farti addormentare. Sei stato tutto il giorno pacifico, stando a quanto mi ha raccontato mamma.
Certi giorni va così, solo sorrisi (anche se quelli in realtà non mancano mai), mai un capriccio, nessuna cosa che faccia pensare a quanto è dura. Certo, il giorno deve ancora finire, certo magari la notte sarà un disastro, ma oggi è davvero bello viverti.


15
Feb 17

L’anno del Miracolo – 15 febbraio

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Oggi un gruppo di bambini mi ha fatto delle domande. Com’è essere papà? Ti sei emozionato quando sei diventato papà? Ma un papà… Cosa fa? Già, me lo sono chiesto anche io. Cosa fai per essere un papà? La prima risposta è: lavoro. La seconda è: cerco di fare in modo che la mia famiglia stia bene. Poi altre cose così… Pratiche.
Mi hanno poi chiesto: quando hai capito che volevi diventare padre? Ci ho pensato su, ed ho risposto sinceramente, pensandoti. Di fare l’astronauta non sarei capace. Nemmeno il pompiere. Ma credimi, è da tutta la vita che voglio fare questo.