07
Dic 16

L’anno del Miracolo – 07 dicembre

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Se il titolo di questo libro contiene la parola miracolo è per una ragione particolare. Certo di miracoli c’è sempre bisogno, ma la realtà dei fatti è che non sarò mai in grado di quantificare l’entità dell’impatto che il tuo arrivo ha portato nelle nostre vite. Pensavo sinceramente che la mia vita fosse cambiata con l’arrivo di tua sorella. E certamente lo è stata.
Ma il tuo arrivo, in questo momento, con questi presupposti, ha avuto un impatto devastante. Figlio mio, ho smesso di mangiarmi le unghie. E se ti sembra poco, lo facevo da sempre.
Sei stato uno tsunami aspettato con il sorriso.


06
Dic 16

L’anno del Miracolo – 06 dicembre

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La famiglia. Un concetto che oggi i più tendono a confondere e che invece a me pare chiaro ogni volta che ci guardo. Ognuno al suo posto, ognuno nel suo ruolo, tutti con il desiderio di vivere, di essere felici.
Ovunque cercano di dare concezioni diverse alla famiglia, eppure non esiste significato migliore di “mezzo per la felicità”.
La tua protezione, senza che ti manchi coraggio. Il tuo rifugio, senza che ti manchi la forza. Il tuo cuore, senza che ti manchi l’amore.


05
Dic 16

L’anno del Miracolo – 05 dicembre

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In questi giorni è tornato di attualità il tema dell’aborto. Una cosa complicatissima. Un terreno minato in cui ogni passo è pericoloso. Su questi temi così caldi in genere ci si scontra sempre, perché i confini sono sottili. Ci sono quelli che parlano di “diritti”. Di una madre (nota che chi abortisce si chiama comunque madre), di un figlio. Ci sono medici che si rifiutano, gente che invece vorrebbe affidare tutto ad una pillola. E’ un minestrone.
Ed in tutta questa confusione io mi giro, ti guardo e penso che sei la cosa migliore che poteva capitarci. Non viverti sarebbe stato un delitto. Il resto lo lascio alla televisione.


04
Dic 16

L’anno del Miracolo – 04 dicembre

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Nella vita dovrai scegliere che tipo di uomo essere. Ce ne sono di tre tipi. Immagina un concerto. Ci sono quelli che se ne stanno fuori dallo stadio, e se ne fregano. Ci sono quelli ai piedi del palco, che cantano e ballano, e si divertono. Infine ci sono quelli sul palco che suonano, e si realizzano.
Non c’è un modo giusto di vivere, se troverai qualcuno disposto ad insegnartelo diffida. Anche i più saggi non possono sapere.
Quello che però ti posso dire è: se scegli di cantare, fai in modo che ti senta più gente possibile.


03
Dic 16

L’anno del Miracolo – 03 dicembre

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Oggi mi hai ubbidito per la prima volta in vita tua. Le cose sono andate così: stavi strisciando come il tuo solito per terra, in quel modo che fa di te un piccolo marine e ad un certo punto tu sei imbattuto in un filo. Non era corrente elettrica, ma poteva essere pericoloso. Così ti ho detto “No!”, di tutta risposta hai continuato ad avvicinarlo alla tua bocca, ed allora ho ripetuto più forte “No!”. Mi hai guardato stranito, stavi per rimettere in bocca il cavo, ma poi lo hai poggiato e ti sei spostato.
Chissà, magari sarà così semplice farsi obbedire per il resto della tua vita.
Lo so, sono un povero illuso.


02
Dic 16

L’anno del Miracolo – 02 dicembre

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Per avere dei nemici non devi dichiarare guerra a nessuno, basta che dici quello che pensi. Non l’ho detto io, pare sia una frase di Martin Luther King Junior. Lo capirai in fretta. Chi dice le cose come stanno è generalmente apprezzato da pochi, gli altri lo tengono alla larga. Non so dirti o suggerirti se sia meglio esternare sempre tutto o tenersi dentro le cose. Quello che so è che piuttosto che subire una situazione ho sempre preferito agire per cambiarla. E’ andata sempre bene? Direi proprio di no. Ne è valsa la pena? Sempre.


01
Dic 16

L’anno del Miracolo – 01 dicembre

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Quanto è difficile dare la giusta attenzione a tutti! E quando scrivo tutti intendo te, tua sorella e tuo fratello. Stasera eravamo solo noi, mamma era fuori e beh, non è stato facile.
Ad un certo punto mi hai anche morsicato il naso. Ho cacciato un urlo (prova te ad avere il naso morsicato da un roditore di nove chili) e ti sei pure spaventato.
Insomma, rendersi conto delle esigenze di ciascuno di voi è complicato. Bisogna fare un po’ gli agenti segreti: accorgersi di una variazione nel tono delle risposte, capire se c’è qualcosa che non va. Quante volte ci riesco? Poche. Quante volte ci provo? Sempre.
Sii comprensivo quando sarò vecchio: ci ho provato.


30
Nov 16

L’anno del Miracolo – 30 novembre

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Oggi tuo fratello era tutto orgoglioso. “Il mio allenatore mi ha detto che sono uno dei più forti”. Deve essere una bella soddisfazione, ma ho anche cercato di farlo riflettere su una cosa: ti avesse detto che eri uno dei più scarsi, gli avresti creduto?
Il concetto che ti voglio fare capire è che ogni giorno troverai persone che ti dicono “Bravo” oppure “Pirla!” (o anche “Bravo Pirla!”, ma questa è un’altra storia), solo che poi i conti con la tua coscienza li farai solo tu. Non essere mai troppo duro con te stesso, cerca solo di fare il meglio che puoi, a prescindere.


29
Nov 16

L’anno del Miracolo – 29 novembre

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Stasera posso dire di averti visto giocare per la prima volta con tuo fratello e tua sorella. Chiaramente non c’è ancora un’interazione tale da far sembrare tutto armonico, eppure mentre si muovevano intorno a te li guardavi, ridevi e chiedevi la loro attenzione. Ho fatto un balzo con i pensieri in avanti, vi ho visti tra diversi anni, vi ho immaginato a parlare, litigare, ridere. Mi ha fatto un bell’effetto.
Mi sono anche chiesto dove sarò io allora. Non lo so, non lo immagino, ma quello che ho visto mi è proprio piaciuto.


28
Nov 16

L’anno del Miracolo – 28 novembre

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E’ ufficiale. Il mio terzo figlio, che poi saresti tu, oggi ha detto la sua prima parola. Prima di te tua sorella aveva detto “Mamma”, tuo fratello “Iaia”, ossia il nome di tua sorella, mentre tu…
Eri sul divano, io ero come sempre intento a fare le mie mille cose cose, esattamente dietro di te. Tu ti sei tirato su sulle tue gambine, mi hai guardato ed hai detto “Pa pà”.
Mi hai chiamato.
La prima parola di senso compiuto uscita dalla tua bocca è stata il tuo richiamo a me. Sono il tuo papà, e me lo hai detto. Sarò sempre qui, chiamami quando vuoi.