24
Gen 17

L’anno del Miracolo – 24 gennaio

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Devo essere sincero, aspetto il weekend sempre con una certa trepidazione, ma quelli come questo di più, perché quando non ci sono allenamenti, partite e altri impegni vari puoi pensare di vivere la vita come viene, finalmente.
Dire ad esempio “Andiamo là dove fanno i pasticcini buoni”, oppure andiamo a trovare tizio che non vediamo da tanto. E si va, insieme, un blocco di persone chiamato famiglia che si muove. La tua famiglia. La cosa più fedele al concetto di paradiso.


23
Gen 17

L’anno del Miracolo – 23 gennaio

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Ci vuole fegato a non vergognarsi di essere felici. So che sembra una frase strana, ma quando tutti intorno ti guardano e dicono “Va che bella famiglia” certe volte ti senti quasi in colpa. Ti viene quasi da usare il basso profilo. Invece quell’impeto che suggerisce la tua presenza, quel battito di cuore che fa esplodere di vita tutto intorno non va ignorato.
Il mondo deve sapere, deve capire che il tuo sorriso, a noi, ha cambiato la vita.


22
Gen 17

L’anno del Miracolo – 22 gennaio

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Questa sera a tavola la scena è stata solo tua. Hai presente la canzone di cui ti ho parlato? Quello spiritual “Scendi Moses” che ti piace tanto. Bene, visto che ti stavi agitando io, tua sorella e tuo fratello te l’abbiamo cantata. Dopo poco mamma mi ha fatto notare che stavi cercando di muovere le labbra anche tu. Meraviglia delle meraviglie, quando abbiamo cantato il ritornello ad un certo momento ci siamo fermati e tu, da solo, hai cantato. Cantato, non scherzo.
Ti auguro una vita piena di musica.


21
Gen 17

L’anno del Miracolo – 21 gennaio

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Infine, la tua canzone. In questa fase della tua vita, in questo momento in cui le notti si sovrappongono ai giorni e ogni respiro è uno sbadiglio, quando dovrei essere arrabbiato e invece un tuo sorriso mi cambia la giornata… Insomma, viverti è come stare su un otto-volante. Quale altra canzone potrebbe descriverti meglio di “Bohemian Rapsody” dei Queen?
E se ti stai chiedendo il perché, ora che leggi queste righe, il motivo è uno di questi due: o non hai mai sentito questa canzone (corri a farlo) oppure sei molto, molto, molto cambiato.


20
Gen 17

L’anno del Miracolo – 20 gennaio

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La canzone di tuo fratello non può essere che “Imagine” di John Lennon. Sia per il testo che per il ritmo quella canzone veste tuo fratello come un abito su misura. La pacatezza di accettare le cose come sono, con un sincero animo pacifista. Gliel’ho detto sai? E lui mi ha chiesto il perché. Si aspettava una canzone rock, più movimentata, e ci è rimasto un po’ male. Invece gli ho detto che lui è così, non ci può fare nulla.
E’ da ieri che continua ad ascoltarla.


19
Gen 17

L’anno del Miracolo – 19 gennaio

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Oggi ho inventato un gioco. Ho pensato di associare a ciascuno dei miei figli una canzone. Sono partito da tua sorella a cui ho appioppato “Teenage Daemon” dei Foxy Shazam. Una canzone rock che parla di una ragazzina che fa perdere la testa ad un ragazzo e gli fa fare cose fuori dall’ordinario.
Esattamente ciò che è stata tua sorella per me. La prima vera rivoluzione del mio cuore, in salsa rock, ovviamente.


18
Gen 17

L’anno del Miracolo – 18 gennaio

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Nutri un interesse particolare per la mia linguaccia. Infatti, quando ti tengo in braccio, se ti faccio una pernacchia il tuo sguardo diventa subito interessato. Allora poi tengo fuori la lingua e le rotelline del tuo cervello iniziano a girare. Sei lì che pensi: cos’è sta roba? E’ sempre il papà oppure è una cosa come quella pelosa che con la coda mi dice miao? O almeno è quello che leggo nei tuoi occhi…
Devo però sempre misurare bene questi pensieri, perché se mi distraggo allora mi afferri la lingua e ci affondi dentro le tue piccole dita comprensive di unghie tipo, appunto, gatto.
Sono dolori sai, ma del resto sei qui per scoprire…


17
Gen 17

L’anno del Miracolo – 17 gennaio

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Svegliarsi la mattina alle sei, accorgersi che è sabato o domenica, e pensare che riposerai di pomeriggio. Ci fossi riuscito una volta. Prendi oggi pomeriggio, mamma dice “Esco, lui dorme, di solito dopo mezzora si sveglia, lo riaddormenti e poi va avanti per un’altra ora”. Detto fatto. Ha chiuso la porta e ti sei svegliato dopo cinque minuti esatti.
Io la storia della bicicletta la so. L’ho voluta e adesso pedalo. Però ragazzo, quando tu sarai grande ed io un vecchio senza sonno metterò un promemoria alle 14:30 della domenica. E sì, ti chiamerò solo per chiedere “Come va?”.


16
Gen 17

L’anno del Miracolo – 16 gennaio

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La mia generazione non è stata una generazione di nativi digitali. A qualcuna delle persone della mia età fa specie vedere in giro tutti con il telefono, pardon, smartphone. Tutti ce l’hanno, a volte anche più di uno. E tutti non ne possono fare a meno, io per primo.
Eppure mi rendo conto di come in realtà tutti siamo schiavi di questo essere sempre aggiornati. Su ciò che accade, su dove stanno le persone. Tutto a portata di messaggio. Come sarà la tua generazione? Passerete anche voi più tempo a mandare messaggi piuttosto che parlare? Ho gli incubi su queste cose. Sarà per questo che queste righe te le sto scrivendo a penna?


15
Gen 17

L’anno del Miracolo – 15 gennaio

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Bloccato in aeroporto per varie ragioni, la principale è che quando vado in giro sono goffo, arrivo in anticipo, ma poi perdo l’aereo, sbaglio il gate, non trovo i documenti. Sarà per questo che odio tanto andare in giro? Chi lo sa. Fatto sta che ho sostato per quasi 5 ore nell’area delle partenze.
Quante lacrime, abbracci, storie di persone che magari non si vedranno più per lunghissimi periodi. Come li capisco.
Sono stato via un giorno, ho avuto la possibilità di dormire una notte intera senza le tue sveglie. Quante ore effettive ho dormito? Quattro, scarse. Aspettami, sto arrivando a farmi svegliare.