27
Apr 20

Ode agli artisti d’insuccesso

L’artista di insuccesso è quello che non vive della propria arte, non potrebbe. Forse si è spaventato la prima volta che gli han detto “con questa cosa ci facciamo i soldi”, forse voleva che tutto rimanesse incontaminato da influenze esterne negative, ed è finito con poco pubblico.

L’artista di insuccesso non ha una vita sentimentale burrascosa, tipicamente non divorzia, non tradisce, perché non ha sterminate tentazioni a cui resistere, economiche o sessuali, ed è molto più semplice, visto il poco pubblico.

L’artista di insuccesso è quello per cui gli hobby non esistono, il suo tempo libero lo investe totalmente nella sua arte, che non è il suo lavoro. Questo rifugio è sicuro e sacro, ed è riparo da tutto e da tutti e quindi ne limita il pubblico.

L’artista di insuccesso combatte la frustrazione pensando sempre al domani, al prossimo progetto, al momento in cui ci sarà la svolta, ed allora forse sarà chiaro a tutti quanto di lui o di lei c’è nella sua arte quella per cui c’è poco pubblico.

L’artista di insuccesso, qualche volta ha qualcuno che gli si avvicina in un momento inaspettato, sussurrando che la sua arte, in un certo momento, è stata commovente, gli ha regalato un’emozione, è stata bella da vivere. Ecco, all’artista di insuccesso questo era tutto il pubblico che serviva.


09
Dic 16

L’anno del Miracolo – 09 dicembre

L'anno del miracolo - blog - icona
Essere critici con se stessi può andare bene, infierire no, quello mai. Non essere mai troppo duro con te stesso, perché col senno di poi son capaci tutti. Giudicare le cose passate dopo l’esperienza acquisita serve solo a farsi girare le balle. Come quando giochi ad un videogioco per tanto tempo: le cose difficili diventano pian piano banali. Perché? Perché le ripeti. Solo che la vita non è un videogioco.
Quindi dì solamente a te stesso “Per quel che ne sapevo, ho fatto del mio meglio”.


31
Ago 12

Che tipo di vecchio vuoi diventare?

Ok, son partito male. La parola “vecchio” pare essere una sorta di dispregiativo. Eppure dai, ci trovo un po’ più di dignità rispetto all’uso di “anziano”, che fa molto compatimento, molto occhiali sul naso per leggere il giornale e cose così.

Vecchi

Vecchi

Il titolo è eloquente, il tipo di vecchio che si vuol diventare. Perché ne esistono di infinite tipologie, che però sono accomunabili, quantomeno in macro categorie. Mi pongo di queste domande perché quando sei in giro per lavoro, vedi decine e decine di volti che appartengono a persone di cui non saprai mai nulla a parte ciò che evinci dal loro aspetto.
Ed i volti che mi affascinano di più sono quelli dei vecchi.

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07
Set 11

Caro me…

Caro me,
ti scrivo perché stavolta c’è bisogno. Qui si invecchia, viene la crisi dei trentanni, ci sono i malanni e via così, perciò mi sembra giusto fare il punto della situazione.

Viaggio

Viaggio

Purtroppo non basta più dirti “A posto così”, perché le cose si sono fatte un po’ più complicate.
Cercherò di non andare per il sottile: non mi piaci più.

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24
Set 10

Deh

A volte si cerca di fare qualcosa di alternativo. Prendi un addio al celibato: è essenziale far qualcosa che rimanga nella memoria, quanto meno di chi si sposa.

Deh

Deh

Questo girò succede che si sposa il Lore. Taci che sono anche il testimone. Orgoglio indescrivibile. Ci vuole un addio al celibato coi fiocchi, non c’è dubbio.

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03
Nov 09

Il voto

Il mondo sta cambiando. O forse no. Sta di fatto che a sei anni rischi di beccarti anche la prima interrogazione.

Voto

Voto

Ed allora il dialogo (in chat, perché il mondo sta cambiando) nasce spontaneo.

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28
Dic 08

Pensavi di aver capito anche tu ?

Pensavo di aver capito è un blog che si occupa di racchiudere tutte le esperienze della vita. In particolare, tutte le esperienze nelle quali qualcuno pensa di aver capito qualcosa ed alla fine non ha capito nulla. E lo vuole raccontare.
A chi ?
A tutti, ovvio. Non è mica il mondo globalizzato questo ? No ? Peccato, pensavamo di aver capito 🙂