13
Apr 17

L’anno del Miracolo – 13 aprile

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Oggi ho riflettuto su una cosa che riguarda la tua mamma. Per sua stessa ammissione non è mai stata una brava cuoca. Dice sempre che cucinare non le piace, che il cuoco di famiglia sono io. Io ci marcio, ovviamente, prendendola sempre in giro, ma non lo credo fino in fondo.
Fatto sta che oggi ho realizzato come esistano tanti tipi di donne raggruppate in due categorie: quelle da fornelli e quelle da forno. Tua mamma appartiene alla seconda categoria: lasagne, torte, tutte cose che il forno, con calma, cuoce e lei gestisce alla grande. I fornelli son roba troppo veloce.
Ed è proprio quando lo sportello del forno si apre che lo senti.
L’odore di casa nostra.


12
Apr 17

L’anno del Miracolo – 12 aprile

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Qualcosa mi dice che in futuro andrai molto d’accordo con tuo fratello. Oggi per vari impegni siamo stati insieme tutto il giorno. La mattina per una delle sue partite, il pomeriggio per un impegno mio. Un bello stress, tanta macchina, mangiare al volo e via.
Eppure non è volata una mosca. Non un lamento, non una parola simile ad “uffa”, non un atteggiamento che facesse trasparire quanto fosse stufo. E, fidati, lo era.
La conclusione è che penso che sarete molto complementari. Tu a mantenere la nomea di tempesta, lui… A sopportare!


11
Apr 17

L’anno del Miracolo – 11 aprile

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Continuando a tirare le somme del viaggio ho deciso di scrivere il tuo vocabolario attuale. Italiano-Tempesta, Tempesta-Italiano:
Cane → Ba-ba
Gatto → Ba-ba (ma se si tratta della nostra gatta allora diventa proprio Isis, con numero di “s” arbitrario)
Sono contento → Yes, yes, yes
Devo stare zitto → shhhhhhhh
Cavallo → Ba-ba
Chi è? → Tiè (senza punto interrogativo)
Dalla lista mancano tre parole che sono uguali sia in Italiano che nella tua lingua: Mamma (come potrebbe essere altrimenti?), Papà (passibile però di confusione con pappa) e, uh… Cacca.


10
Apr 17

L’anno del Miracolo – 10 aprile

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Oggi parlavo con una mamma tris. Una donna in una condizione molto, molto simile a quella della nostra famiglia. Ebbene, mi ha detto di essersi profondamente pentita di aver fatto il terzo figlio. Sembrava proprio sincera. Quando l’ho raccontato a mamma c’è rimasta male. Anzi, mi ha proprio detto “Cavolo, che brutto sentirlo dire!”.
Perché qualche volta scappano anche a noi frasi simili. Perciò, visto che quelle sono cose che si dicono per dare aria alla bocca, abbiamo fatto un patto: non diremo mai più che siamo pentiti. Nemmeno per scherzo. Perché non è possibile pentirsi della cosa che ti ha salvato la vita.


09
Apr 17

L’anno del Miracolo – 09 aprile

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Man mano che si sparge la voce che prenderemo un nuovo cane aumenta la gente che ci da dei pazzi. Ma non fate già abbastanza fatica? Manca solo il topo e la fattoria è completa. E così via.
Di tutta risposta io e la mamma, come ti ho spiegato, tiriamo diritto. Anzi, ogni frase di quel genere che sentiamo ci spinge a proseguire con più forza. Ci invita quasi a fare noi la domanda a questi critici: ma tu, sai cosa ti stai perdendo?


08
Apr 17

L’anno del Miracolo – 08 aprile

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Ogni tanto dicono che sono fatalista. Io rispondo semplicemente che vivo con il corvo sulla spalla. Perché alla fine la vita ti mette sempre alla prova. Proprio oggi sono caduto dalla moto mentre andavo a lavorare. Ho il ginocchio che sembra una zampogna. E, fidati, poteva andare molto, molto peggio.
Perché la vita è così, ti sembra di avere il controllo su tutto, poi basta un po’ di ghiaia e rischi di non vedere più il musino di tuo figlio.
Fatti un favore, quel corvo nutrilo e, ogni tanto, accarezzalo. Ti farà sentire vivo.


07
Apr 17

L’anno del Miracolo – 07 aprile

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C’è questa canzone che gira in TV all’interno di uno spot. Si intitola “Have a nice day” ed ha un ritornello semplice che fa “ta-tara|ta-ta-tarà” e la cantano tutti in giro, casa nostra compresa. Fatto sta che stasera mentre ti portavo a letto ad un certo punto hai iniziato a picchiare le mani sulla mia testa e dire “Ta-ta-ta”. Mi son fermato, ho ascoltato bene e sì, stavi proprio cantando quella canzone.
Raccontalo in giro: ad un anno, tu cantavi!


06
Apr 17

L’anno del Miracolo – 06 aprile

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Oggi ho capito che tutto quanto è animale per te è “Ba-ba”. Anche se ormai riesci quasi a dire il nome della nostra gatta (e ti lascio immaginare tu che pronunci il vero nome della gatta Isabella, ossia Isis) non importa, perché per te è tutto “Ba-ba”. Il cane che arriverà tra poco con noi? “Ba-ba”. Ma finché si tratta di animali tutto sommato simili, lo si può anche capire.
Oggi però ti sei trovato di fronte ad un bellissimo cavallo, hai sorriso, hai alzato il tuo ditino ed hai detto “Ba-ba!”.
Se lo dici tu…


05
Apr 17

L’anno del Miracolo – 05 aprile

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Ci sono tanti modi di credere, non ne esiste uno soltanto, non ci sarebbero le religioni altrimenti. Ci sono quelli che pregano dalla mattina alla sera e quelli che pregano nelle feste comandate. Ci sono quelli che hanno bisogno di andare dall’altra parte del mondo per trovare Dio, ci sono quelli che lo trovano andando a fare la spesa.
Non so dove sceglierai di cercare, so solo che la ricerca sarà complicata. Oggi è il giorno di Pasqua. A te che in un giorno di Pasqua sei nato, auguro di non smettere mai di cercare, dovesse costarti tutta la vita.
Alla fine non potrai che trovare qualcosa.


04
Apr 17

L’anno del Miracolo – 04 aprile

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La tua insistenza nel cercarmi faccio fatica ad accettarla. Tua sorella e tuo fratello oggi mi cercano, ma quell’ossessione con cui tu vieni verso me, quel modo in cui spalanchi le braccia quando mi vedi, il sorriso che fai quando ti chiamo… Non so. E’ vero che è passato tanto tempo da quando loro avevano meno di un anno come lo hai tu ora e magari mi sono dimenticato, ma se tu mi vedi, ti butti verso di me per venirmi in braccio e per me questa è una cosa inedita. Magari, lo ripeto, tua sorella e tuo fratello facevano lo stesso, ma questo non cambia la sostanza: ogni volta che succede mi tremano le gambe.