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	<title>Pensavo Di Aver Capito</title>
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	<description>Pensavi di aver capito ed invece non avevi capito nulla ? Non sei solo !</description>
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		<title>Roma caput&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 20:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ho già detto che andare in giro non mi piace? Sono sicuro di sì. Anche se sono posti famosi e belli, non li godo mai. La bellezza la fa la mente, e se alla mente mancano le componenti per fare una cosa bella, questa muore. Il problema è che certe volte in giro ci devi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ho già detto che andare in giro non mi piace? Sono sicuro di sì. Anche se sono posti famosi e belli, non li godo mai. La bellezza la fa la mente, e se alla mente mancano le componenti per fare una cosa bella, questa muore.<br />
Il problema è che certe volte in giro ci devi andare, anche se questo significa lavorare di giorno e star rinchiuso negli alberghi la sera perché sei stanco. Però, diamine, sarebbe un poco più facile se almeno le zone dove capiti fossero carine. Ora non è che Roma sia brutta eh&#8230; Certo, alcune parti di Roma lo sono più di altre, alcune pure peggio. Ma a sto giro, peggio di dove sono, non ci si poteva stare.<br />
Fate voi. Se uno considera che questo è il trailer:</p>
<div id="attachment_380" class="wp-caption alignnone" style="width: 189px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/04/roma-1.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/04/roma-1-179x300.jpg" alt="Roma, il trailer" title="Roma, il trailer" width="179" height="300" class="size-medium wp-image-380" /></a><p class="wp-caption-text">Roma, il trailer</p></div>
<p>Allora il film come diavolo sarà?</p>
<p><span id="more-379"></span></p>
<p>Il tassista dalla stazione ti parla di com&#8217;è Roma oggi. Dice, tra un po&#8217; se ne accorgeranno anche i giovani che non c&#8217;è vita in sto posto e smetteranno di venire qui a fare i turisti&#8230; Non c&#8217;è un posto che sia uno aperto di sera&#8230;<br />
Andiamo bene&#8230;<br />
Finisci a mangiare nell&#8217;unico ristorante del circondario, tremendo, dove il &#8220;Cacio e Pepe&#8221; è solo pepe, l&#8217;Amatriciana è solo peperoncino (che poi uno dice&#8230; Il peperoncino? Nell&#8217;Amatriciana? Ma quando mai&#8230;) e l&#8217;unica cosa che puoi mangiare per star sicuro è la pizza (che poi uno dice&#8230; A Roma? La Pizza?!).<br />
Vorresti dimenticare queste cose, magari condividerle con il cameriere che ti ha sbattuto il foglio sul tavolo e ti chiesto &#8220;Che prendi?&#8221;. Solo che quelle due parole sono le uniche che pronuncia in Italiano&#8230;<br />
Che disastro.<br />
Ma bisogna stringere i denti, c&#8217;è di peggio, c&#8217;è la crisi, c&#8217;è che ogni tanto piove.<br />
E poi ragazzi, sia ben chiaro&#8230; Ci sono sempre i titoli di coda:</p>
<div id="attachment_381" class="wp-caption alignnone" style="width: 189px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/04/roma-2.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/04/roma-2-179x300.jpg" alt="Roma, i titoli di coda" title="Roma, i titoli di coda" width="179" height="300" class="size-medium wp-image-381" /></a><p class="wp-caption-text">Roma, i titoli di coda</p></div>
<p>La vita è una cosa meravigliosa.</p>
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		<title>Ricetta anti mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 20:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando il mondo insiste, e in una maniera o nell&#8217;altra le cose non quadrano, si può partire da qui: E&#8217; una ciotolina piena di fragole tagliate a pezzi. Lo so non è stagione, lo so sono gigantesche rispetto alle fragole &#8220;naturali&#8221;, ma se ti sforzi, sembra estate. Già questo dovrebbe bastare a sedare l&#8217;effetto mondo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il mondo insiste, e in una maniera o nell&#8217;altra le cose non quadrano, si può partire da qui:</p>
<div id="attachment_374" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/03/ricetta-1.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/03/ricetta-1-300x179.jpg" alt="Fase 1" title="Fase 1" width="300" height="179" class="size-medium wp-image-374" /></a><p class="wp-caption-text">Fase 1</p></div>
<p>E&#8217; una ciotolina piena di fragole tagliate a pezzi. Lo so non è stagione, lo so sono gigantesche rispetto alle fragole &#8220;naturali&#8221;, ma se ti sforzi, sembra estate.</p>
<p><span id="more-373"></span></p>
<p>Già questo dovrebbe bastare a sedare l&#8217;effetto mondo. Se la situazione è più complicata però, si può passare alla fase due:</p>
<div id="attachment_375" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/03/ricetta-2.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/03/ricetta-2-300x179.jpg" alt="Fase 2" title="Fase 2" width="300" height="179" class="size-medium wp-image-375" /></a><p class="wp-caption-text">Fase 2</p></div>
<p>Quella che vedete sopra alle fragole è crema di mascarpone. Una cavolata da fare. Prendi 4 uova, separi il bianco dal rosso, sui rossi butti zucchero e mascarpone, a seconda di quanto ti piace. I bianchi li sbatti a manetta, li &#8220;monti&#8221; (che nessuno rida). Poi metti l&#8217;impasto con metà dei bianchi insieme al resto e giri. Se hai tempo, fai riposare, altrimenti via sulle fragole.</p>
<p>Ma se anche così non basta, c&#8217;è sempre la fase tre:</p>
<div id="attachment_376" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/03/ricetta-3.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/03/ricetta-3-300x179.jpg" alt="Fase 3" title="Fase 3" width="300" height="179" class="size-medium wp-image-376" /></a><p class="wp-caption-text">Fase 3</p></div>
<p>In pratica fai scaldare il forno, e con un cucchiaio prendi i bianchi dell&#8217;uovo e li metti sulla carta da forno con sopra lo zucchero. Vengon fuori delle pseudo meringhe che usi sopra a questa coppetta.</p>
<p>Se anche così non funziona, buona era buona, almeno ci hai provato.</p>
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		<title>London bridge is&#8230; London bridge.</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2012/02/24/london-bridge-is-london-bridge/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 10:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo giorno in cui stavo camminando sul London bridge per andare al lavoro, o meglio nel posto in cui quella settimana dovevo lavorare, mi sono accorto che avevo accelerato come gli altri. Già, perché il primo giorno sei un alieno, guardi il Tower bridge, i grattacieli e cerchi di farti meravigliare. Non essendo però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il secondo giorno in cui stavo camminando sul London bridge per andare al lavoro, o meglio nel posto in cui quella settimana dovevo lavorare, mi sono accorto che avevo accelerato come gli altri.<br />
Già, perché il primo giorno sei un alieno, guardi il Tower bridge, i grattacieli e cerchi di farti meravigliare. Non essendo però una gita di piacere, avresti solo voglia di tornare a casa.</p>
<div id="attachment_367" class="wp-caption alignnone" style="width: 189px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/02/londra.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/02/londra-179x300.jpg" alt="Londra" title="Londra" width="179" height="300" class="size-medium wp-image-367" /></a><p class="wp-caption-text">Londra</p></div>
<p>Il secondo giorno però, avviene già la metamorfosi e ti ritrovi londinese. Ed i londinesi scheggiano. Se non stai attento ti travolgono.</p>
<p><span id="more-366"></span></p>
<p>Fiumana, sciame, chiamalo come vuoi. Ma ci sono veramente tantissime persone che da casa loro, usciti dalla metro o scesi dal bus attaccano a caricare ad un ritmo forsennato. Senza contare tutte le componenti che fanno girare l&#8217;ingranaggio. Netturbini, autisti, negozianti, commessi, assistenti del traffico, della metro, dei BUS. Tanti, tantissimi. Londra non perde tempo.<br />
Così, il fantomatico secondo giorno ho fatto caso che per tenere il passo avevo accelerato. Non so altri, ma personalmente quando vengo superato mi girano le palle. E&#8217; una cosa istintiva, inevitabile, inconscia. E via di corsa.<br />
Sei giorni a stare attento a non perdere il passo, la metro, l&#8217;aereo o le parole.<br />
Ne sono uscito piuttosto stanco. Anzi, esausto. E con qualche riflessione. La prima, ad esempio, candida: non c&#8217;è speranza per il nostro pianeta. Non lo dico da depresso cronico, pessimista o demagogo. E&#8217; un&#8217;analisi oggettiva: non ce n&#8217;è per tutti. Siamo troppi e consumiamo, pro capite, troppo. Chiaro che in un posto dove trovi tre persone per ogni metro quadro la cosa salta più all&#8217;occhio. La quantità di cibo, energie e sopratutto rifiuti è troppa. Hai voglia ad ogni angolo vedere un addetto che raccoglie la carta da terra, ma quella carta finirà in un sacchetto, in un cestino e poi&#8230; Chissà.<br />
Io intanto continuo a spegnere tutto prima di andare a dormire, non lasciare scorrere l&#8217;acqua e via dicendo, ma secondo me è grigia. Non l&#8217;acqua, la situazione.<br />
La seconda riflessione, più sobria: non mi piace andare in giro. Prima che la città si assopisca la sera (perché al di là di quel che dicono di New York, anche Londra non dorme mai veramente), sembra tutto quasi normale. Ti sei alzato, sei andato al lavoro, ti sei magari incontrato con qualche amico emigrato (e Dio li benedica!), magari hai conosciuto un cameriere italiano ed alla fine sei ritornato nella stanza. Ed hai chiuso la porta. Non ci fosse quel silenzio tombale, sarebbe quasi piacevole: rilassarsi, star tranquilli, insomma&#8230; Prender fiato.<br />
Invece fa proprio schifo.<br />
Continuo a non capire quelli che lo fanno sistematicamente. Ogni settimana via, un letto non tuo, una casa non tua, facce diverse ovunque.<br />
Del resto però siamo sempre tanti, guai ad esser tutti uguali.<br />
Peraltro già le sento le voci &#8220;Ma fatti un giro, guarda Westminster, guarda il parlamento, guarda questo, guarda quello&#8221;, e li capisco, giuro.<br />
Solo&#8230; Cosa cazzo me ne frega del Big Ben se di fianco non ho le altri parti del mio cuore?</p>
<p>Dio mio, che carie.</p>
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		<item>
		<title>Come installare un WePod</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2012/01/24/come-installare-un-wepod/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Seconda puntata sul tema matrimonio felice. Tratta di un dispositivo innovativo, che non può mancare nelle tasche di nessun fidanzato che vuol fare il grande passo. Design accattivante ed ergonomico, prezzo conveniente (perché non costa niente), disponibilità immediata. E&#8217; lui, il WePod. Procedura per una corretta installazione: FASE 1. I motivi: Buttare via l&#8217;I (io) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seconda puntata sul tema matrimonio felice.<br />
Tratta di un dispositivo innovativo, che non può mancare nelle tasche di nessun fidanzato che vuol fare il grande passo.</p>
<div id="attachment_360" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/01/wepod.png"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/01/wepod-300x149.png" alt="WePod" title="WePod" width="300" height="149" class="size-medium wp-image-360" /></a><p class="wp-caption-text">WePod</p></div>
<p>Design accattivante ed ergonomico, prezzo conveniente (perché non costa niente), disponibilità immediata. E&#8217; lui, il <strong>WePod</strong>.</p>
<p><span id="more-359"></span></p>
<p>Procedura per una corretta installazione:</p>
<p><strong>FASE 1. I motivi:</strong></p>
<ul>
<li>Buttare via l&#8217;I (io) introdurre il we (noi);</li>
<li>Costruire una base, delle fondamenta, qualcosa di solido contro le intemperie;</li>
<li>Tenere presente che: da domani siamo solo noi, poi saremo forse di più, poi saremo di nuovo solo noi, poi forse solo tu. O solo io. Nel frattempo siamo noi.</li>
</ul>
<p><strong>FASE 2. imparare a dare l&#8217;esempio:</strong></p>
<ul>
<li>Tenere presente che: Dire senza fare vuol dir niente;</li>
<li>Per calcolare le batterie vale la seguente formula: comunicazione è quello che arriva, non quello che parte;</li>
<li><em>Nota: senza coerenza è verosimile un rientro in scena dell&#8217;I, ciò va evitato, potrebbe invalidare la garanzia.</em></li>
</ul>
<p><strong>FASE 3. la fortuna non esiste:</strong></p>
<ul>
<li>Nel calcolo della garanzia considerare che ognuno è artefice del suo destino;</li>
<li>Rispetta l&#8217;ambiente: non gettare il dispositivo. Rispetta lei, rispetta lui, rispetta tutti;</li>
</ul>
<p>Disponibilità immediata. Acquistabile ovunque. Spese di spedizione comprese nel prezzo.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Love is all around&#8230;</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2012/01/16/love-is-all-around/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Anno nuovo, vita nuova, si dice. E via che si riparte, il lavoro, lo sport e&#8230; Il corso fidanzati. No, non mi sono fidanzato un&#8217;altra volta. I fidanzati sono gli altri, le coppie che si preparano al matrimonio. Quest&#8217;anno 24. Record assoluto. Prima serata, giro di presentazione in cui lui presenta lei e lei, lui. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anno nuovo, vita nuova, si dice. E via che si riparte, il lavoro, lo sport e&#8230; Il corso fidanzati. No, non mi sono fidanzato un&#8217;altra volta. I fidanzati sono gli altri, le coppie che si preparano al matrimonio. Quest&#8217;anno 24. Record assoluto.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://transkeimeg.blogspot.com/2010/08/love-really-is-all-around.html"><img alt="Love is all around" src="http://1.bp.blogspot.com/_UXcd8i0uLPI/TGaEcKH0ouI/AAAAAAAAAiM/sAVqiS9B-DY/s1600/love.jpg" title="Love is all around" width="400" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Love is all around</p></div>
<p>Prima serata, giro di presentazione in cui lui presenta lei e lei, lui. Loro non lo sanno, ma in forma totalmente anonima ho raccolto le frasi migliori, qualcuna fa sorridere, qualcuna riflettere, ma in ogni caso sono tutte sincere. Ed è una cosa bella. Hai visto mai che si finisce per rileggere queste cose a molti anni da oggi, magari quando si è un po&#8217; giù di morale perché non tutto va bene&#8230;</p>
<p><span id="more-351"></span></p>
<p>Va specificato che nel 60% dei casi la parola chiave è stata &#8220;Coronare&#8221;, quindi per ovvi motivi tutte le frasi come &#8220;abbiamo deciso di coronare il nostro sogno&#8221; sono state omesse.<br />
Le altre, beh, sono qui:</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Non la cambierei con nessuna</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>Non lo cambierei con nessuno</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>E&#8217; bravo, mi vuole bene, ha molta pazienza</em>&#8221;</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Finalmente ho trovato una persona che mi sopporta</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>Ama la cucina, ama il mare, ama me</em>&#8221;</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Eh&#8230; Speriamo che&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Finalmente ho trovato una persona pigra quanto me</em>&#8221;</p>
<p>Lei (senza lui, per stasera): &#8220;<em>Di me direbbe che sono testarda e che poi alla fine decido tutto io</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>E poi cosa dire&#8230;</em>&#8221; e poi Lui: &#8220;<em>Niente, basta, hai finito.</em>&#8221;</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Lei è la mia agenda umana</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>Sta diventando sempre più bravo a farmi delle sorprese</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>Riesce sempre a trovare il tempo per la famiglia e&#8230; I gatti</em>&#8221;</p>
<p>L&#8217;amore gira intorno.</p>
<p>Sarebbe carino pensare di mettere in un quadro queste frasi, a memoria futura di quanto amore stava in quella stanza. Se tutta l&#8217;energia, la buona volontà, i buoni propositi, fossero sempre questi il mondo sarebbe un posto migliore. Probabilmente non ci sarebbe nemmeno bisogno di cose come gli avvocati o i notai.</p>
<p>L&#8217;amore gira intorno.</p>
<p>Vedremo come va a finire, anche se la statistica non è dalla nostra. Ma, come detto, lo sono i propositi. E se le famiglie di domani si basano su queste fondamenta, beh, l&#8217;amore girerà intorno.</p>
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		<title>La crisi</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Dio, non ce la faccio&#8221;, disse la ragazza a suo marito. Lui le sorrise, come faceva sempre, domandandosi nel contempo quanto ancora l&#8217;avrebbe sopportata. &#8220;Non posso credere che ogni mese dobbiamo venire qui, metterci in fila e pagare queste cose. In contanti, per giunta!&#8221;. Lui sorrise di nuovo. Era, se possibile, stufo di sentirle dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dio, non ce la faccio&#8221;, disse la ragazza a suo marito. Lui le sorrise, come faceva sempre, domandandosi nel contempo quanto ancora l&#8217;avrebbe sopportata.<br />
&#8220;Non posso credere che ogni mese dobbiamo venire qui, metterci in fila e pagare queste cose. In contanti, per giunta!&#8221;.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/06/48ea2c1e401a9_zoom.jpg"><img alt="Crisi" src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/06/48ea2c1e401a9_zoom.jpg" title="Crisi" width="400" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">Crisi</p></div>
<p>Lui sorrise di nuovo. Era, se possibile, stufo di sentirle dire la verità, ma come l&#8217;amava&#8230;<br />
&#8220;Che c&#8217;è perché ridi?&#8221;<br />
Non rispose.</p>
<p><span id="more-336"></span></p>
<p>&#8220;Io non capisco come facevano. Dico, nel passato.&#8221; proseguì lei &#8220;Che razza di accordi si prendevano nel 2012 con quegli istituti di credito? Com&#8217;era possibile legalizzare dei prestiti simili? Pensa che anche i signori del piano di sotto, mi ha raccontato la moglie, sono conciati alla stessa maniera. Il bisnonno di lui non aveva uno stipendio decente e dovendo comprarsi i dispositivi mobili (non c&#8217;erano ancora gli ologrammi VoIP wireless) a quanto pare faceva dei debiti con queste istituti qui. Solo che alla fine era arrivato a chiedere prestiti per estinguere i debiti. Ad un certo punto è arrivato anche ad introdurre la clausola di reversibilità. E quindi anche suo nonno, poi suo padre ed infine lui hanno continuato a pagarli.<br />
Un po&#8217; com&#8217;è successo a mio nonno, poveretto. Però noi siamo più fortunati e sai perché?&#8221;<br />
Lui alzò le sopracciglia, e girandosi allargò le braccia con fare interrogativo.<br />
&#8220;I loro figli avranno ancora un vitalizio intero da pagare, mentre invece noi con questa vita avremo finito i debiti di mio nonno, ed i nostri figli saranno liberi.&#8221;<br />
Questa volta era lei a sorridere.<br />
&#8220;Ci pensi? Bilio, Amalia e Duncan non dovranno andare nei centri di debito, non dovranno fare file, non dovranno insegnare ai loro figli a risparmiare. E tutto grazie a noi.&#8221;<br />
Lo sguardo del marito si fece serio.<br />
&#8220;Che c&#8217;è?&#8221; chiese lei.<br />
Lui non rispose.<br />
&#8220;Daaaaaai. Lo so che quando fai quella faccia lì stai pensando a qualcosa&#8230;&#8221; lo incalzò.<br />
&#8220;Stavo pensando alla frase del tuo bisnonno, quella relativa agli aumenti della benzina. La cosa che diceva quando gli chiedevano se era preoccupato dell&#8217;aumento dei prezzi&#8230; Com&#8217;è che diceva mentre contraeva i debiti che noi stiamo pagando?&#8221;<br />
&#8220;Beh diceva&#8230; Aumentano la benzina a due euro al litro? A me che cazzo me ne frega, io sempre 20 euro faccio!&#8221;.<br />
Lui sorrise di nuovo, lo sportello era libero.</p>
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		<title>Robot ITA 0.1, il mio racconto</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2011/10/31/robot-ita-0-1-il-mio-racconto/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 19:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho partecipato al concorso indetto dalle edizioni Scudo (http://www.edizioniscudo.it) in cui veniva chiesto di scrivere un racconto breve sul tema Robot ambientato in Italia. E&#8217; stato divertente stare in 3600 battute, anche se di per sé la vicenda che ho raccontato è abbastanza macabra e grottesca. Ovviamente consiglio l&#8217;acquisto del volume, il prezzo non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho partecipato al concorso indetto dalle edizioni Scudo (<a href="http://www.edizioniscudo.it/">http://www.edizioniscudo.it</a>) in cui veniva chiesto di scrivere un racconto breve sul tema Robot ambientato in Italia.</p>
<div id="attachment_332" class="wp-caption alignnone" style="width: 212px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/12/robot_01.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/12/robot_01-202x300.jpg" alt="Robo ITA 0.1" title="robot_01" width="202" height="300" class="size-medium wp-image-332" /></a><p class="wp-caption-text">Robo ITA 0.1</p></div>
<p>E&#8217; stato divertente stare in 3600 battute, anche se di per sé la vicenda che ho raccontato è abbastanza macabra e grottesca. Ovviamente consiglio l&#8217;acquisto del volume, il prezzo non è particolarmente economico, c&#8217;è un errore di stampa all&#8217;inizio del mio racconto e tutti i racconti sono scritti in linea di massima da autori esordienti ma&#8230; Che diamine&#8230; Diamogli una possibilità!</p>
<p><span id="more-331"></span></p>
<p><strong>E&#8217; di amore che ho bisogno</strong></p>
<p>«Ecco, osservate attentamente.»<br />
Il professore aveva lo sguardo sicuro e sullo schermo nella modernissima aula magna dell’università Bicocca di Milano c’era il volto di una donna bellissima, attraversato da un coltello. Lo stato di choc generale era provocato dal fatto che, oltre a non esserci una goccia di sangue visibile sulla scena, la donna accoltellata stava parlando con tono pacato.<br />
«Perché mi hai fatto questo? È di amore che abbiamo bisogno. Non di questo. Torna da me,» dopo essersi levata il coltello dalla testa, la donna aveva spalancato le braccia.<br />
«Torna da me,» aveva ripetuto e di fronte a lei era comparso un uomo, i cui tremiti si facevano sempre più evidenti, che dapprima si era ritratto, poi aveva allungato la mano e trovato quella di lei. A questo punto l’unico suono proveniente dal video era quello di un pianto sommesso, trasformatosi nei gesti in un commovente abbraccio.<br />
«Chi ha il coraggio di definire questa creatura un essere artificiale?» a rompere il silenzio in sala era stato il professore. «Essa ha compreso i sentimenti dell’uomo e lo ha messo di fronte alle proprie responsabilità. Ha stabilito una nuova frontiera nella psicologia, un nuovo modo di affrontare malattie e problemi mentali. Quest’uomo è stato completamente recuperato, e questo è un fatto. Questo video risale ad un anno fa e la persona è adesso reintegrata nella società e svolge un lavoro socialmente utile. Il recupero di un assassino è possibile e questa ne è la prova! Grazie alla vita donata dalla tecnologia ad una creatura artificiale la nostra università siglerà il proprio nome e quello di Milano nell’olimpo della conoscenza. Grazie a tutti.»<br />
Dalla platea si levò un boato. Il rumore degli applausi si fece assordante.<br />
Il professore, seguito dal suo assistente Baggini, si avviò verso l’uscita con fare sicuro, sorridendo agli sguardi che incrociava. D’improvviso una voce alle loro spalle costrinse entrambi a rallentare.<br />
«Professor Minardi!» ad urlare dal fondo del corridoio era stato Santoro, il secondo assistente. «Mi dispiace interromperla professore, ma dovrebbe vedere questo,» disse l’assistente porgendo un tablet al suo interlocutore. Contrariato Minardi afferrò con fare scocciato il computer.<br />
«È del paziente numero trentasei, androide uno,» spiegò Santoro.<br />
Lo sguardo di Minardi si fece d’un tratto interessato. Toccando lo schermo, fece partire il video.<br />
L’ambiente era lo stesso del video mostrato poco prima nell’aula magna, ma la scena che si presentava era agghiacciante. C’era sangue dappertutto, su ogni mobile, quasi l’ambiente fosse stato tramutato in un macello. L’inquadratura si era abbassata dalla porta al pavimento dove un corpo di uomo, inerte, veniva flagellato di colpi con un coltello da cucina. Sopra l’uomo, come una furia ossessa, stava l’androide uno, che senza mostrare alcun segno di stanchezza incideva con insistenza il coltello nel corpo ormai morto: È di amore che ho bisogno.<br />
La voce dell’androide era calda ed allo stesso tempo sintetica.<br />
«È di amore che ho bisogno&#8230; È di amore che ho bisogno&#8230; È di amore che ho bisogno&#8230;»<br />
Il professore si voltò a guardare l’assistente, spostando poi lo sguardo verso Santoro.<br />
«Sapevamo che aumentando la complessità si correva il rischio di incorrere in reazioni inaspettate. Effettuiamo un rollback del firmware, rimuovendo gli ultimi contributi della dottoressa americana in stage presso il laboratorio. Il progetto non si ferma, il paziente numero trentasei non ha saputo affrontare il senso di colpa e si è suicidato. È tutto chiaro?»<br />
«Ma l’opinione pubblica, i fondi del governo, tutta la pubblicità&#8230; Siamo rovinati!»<br />
La voce dell’assistente Baggini era quasi un sussurro. Il professore fissò i due e scuotendo la testa, sorrise.<br />
«Suvvia signori, siamo in Italia!» e dopo aver premuto il tasto DELETE sul tablet, riprese a camminare verso il proprio ufficio.</p>
<p>© Raoul Scarazzini 2011 </p>
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		<title>Caro me&#8230;</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2011/09/07/caro-me/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 08:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro me, ti scrivo perché stavolta c&#8217;è bisogno. Qui si invecchia, viene la crisi dei trentanni, ci sono i malanni e via così, perciò mi sembra giusto fare il punto della situazione. Purtroppo non basta più dirti &#8220;A posto così&#8221;, perché le cose si sono fatte un po&#8217; più complicate. Cercherò di non andare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro me,<br />
ti scrivo perché stavolta c&#8217;è bisogno. Qui si invecchia, viene la crisi dei trentanni, ci sono i malanni e via così, perciò mi sembra giusto fare il punto della situazione.</p>
<div id="attachment_327" class="wp-caption alignnone" style="width: 189px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/09/viaggio.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/09/viaggio-179x300.jpg" alt="Viaggio" title="viaggio" width="179" height="300" class="size-medium wp-image-327" /></a><p class="wp-caption-text">Viaggio</p></div>
<p>Purtroppo non basta più dirti &#8220;A posto così&#8221;, perché le cose si sono fatte un po&#8217; più complicate.<br />
Cercherò di non andare per il sottile: non mi piaci più.</p>
<p><span id="more-326"></span></p>
<p>Ok, magari sono stato troppo irruente, ma un fondo di verità c&#8217;è. Il fatto è che una volta avevi una luce diversa negli occhi. C&#8217;era parecchio entusiasmo, voglia di fare e soprattutto tantissima fiducia in te stesso. Anzi, pure troppa.<br />
Adesso non capisco che succede. Non venirmi a parlare delle responsabilità, dei soldi che non bastano mai, del mondo che non gira mai per il verso giusto. Se fosse così, essendo tu un uomo comune, la situazione dovrebbe essere generalizzata.<br />
Invece non è così.<br />
Qualcuno intorno sereno c&#8217;è ancora. Ho letto una storia settimana scorsa, parlava di una ragazza bergamasca di 14 anni, morta di cancro. Raccontava della sua gioia di vivere, dell&#8217;affetto che provava per i medici, dell&#8217;orgoglio che hanno provato i genitori ad aver generato una vita così splendida con talmente tanto coraggio da far quasi paura.<br />
Qualcuno di felice intorno c&#8217;è ancora. C&#8217;è una persona nel mio palazzo che quando esce di casa ogni volta fischietta un motivetto, non è mai lo stesso, non è mai routine. Lui fischia perché è felice e sembra traspirare serenità. Mi ricordo che all&#8217;inizio mi dava quasi fastidio, adesso invece se non lo sento quasi mi manca qualcosa.<br />
Ok, ok, non attaccare col discorso che per quante persone positive esistono, intorno ce n&#8217;è altrettante negative. Non sono io quello che ha sempre detto di volersi misurare con i migliori, &#8220;perché sennò che gusto c&#8217;è?&#8221;, mica lo dici sempre tu?<br />
Ecco allora se questa condizione di costante insoddisfazione fa parte dell&#8217;essere &#8220;grandi&#8221;, dell&#8217;invecchiare, dell&#8217;essere rassegnati che tanto la vita va così, fammi un piacere, vai affanculo.<br />
Te lo dico con il cuore.<br />
Più che altro perché questo atteggiamento, visto in prospettiva, è decisamente deleterio.<br />
Riconosci i sintomi, guardati le unghie. Se te le stai mangiando, c&#8217;è qualcosa che non va. Se fai fatica ad addormentarti o ti svegli è pure peggio.<br />
Se esistesse la pillola magica per dire &#8220;da qui in poi tutto ok&#8221; ti giuro che te la darei, ma non esiste.<br />
Perciò svegliati.<br />
So che sei stanco perché ti sembra di aver fatto tutto quello che volevi fare e nonostante questo avverti un vuoto, è perché l&#8217;orizzonte si sposta, lo hai sempre voluto, costantemente.<br />
L&#8217;insoddisfazione costante ti affama. E&#8217; uno stomaco vuoto che ti fa pedalare. E questo è un bene. Ma forse è un bene anche capire l&#8217;imperfezione insita in questo atteggiamento, capire che, come quando eri piccolo, la parte migliore di tutte è il viaggio, non l&#8217;arrivo.<br />
Quindi goditelo.<br />
Non fare la pirlata di dimenticarti queste cose, perché oltre al fatto che perderesti me, daresti un esempio bruttissimo a chi si fida di te, moglie, figli o amici che siano.<br />
Io credo che in fondo l&#8217;unica tra tutte queste persone a non avere ben chiaro il tuo valore sei tu.</p>
<p>Sinceramente tuo,</p>
<p>Io.</p>
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		<item>
		<title>Dove vogliamo andare?</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2011/08/31/dove-vogliamo-andare/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 23:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo chiedeva Totò al vigile: &#8220;Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?&#8221;. Una domanda confusa, ma carica di significato. Perché? Semplice, quest&#8217;anno ho partecipato ad un esperimento sociologico: sono andato in crociera. Roba da ricchi. I risvolti sono stati, per così dire, interessanti. Partiamo da qui: a destra e sinistra, ovunque ti giri, pare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo chiedeva Totò al vigile: &#8220;Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?&#8221;. Una domanda confusa, ma carica di significato. Perché? Semplice, quest&#8217;anno ho partecipato ad un esperimento sociologico: sono andato in crociera.</p>
<div id="attachment_313" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/09/dovevogliamoandare.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/09/dovevogliamoandare-300x179.jpg" alt="direzioni" title="Direzionei" width="300" height="179" class="size-medium wp-image-313" /></a><p class="wp-caption-text">Direzioni</p></div>
<p>Roba da ricchi. I risvolti sono stati, per così dire, interessanti.</p>
<p><span id="more-312"></span></p>
<p>Partiamo da qui: a destra e sinistra, ovunque ti giri, pare ci sia scritto &#8220;Rispetta l&#8217;ambiente&#8221;, &#8220;Proteggi il tuo pianeta&#8221; e via dicendo. Il tema ecologico&#8230; Tira.<br />
Prendiamo appunto la crociera. Se durante un torneo di pallavolo (sì, su questa nave c&#8217;era un campo intero di pallavolo, ed era la cosa più piccola) la palla finisce in mare (cosa improbabile, ma possibile) la partita ed il torneo vengono sospesi.<br />
Perché? Semplice, al fine di preservare la salute di mari ed oceani ci si concede una &#8220;palla a mare&#8221; al giorno. E&#8217; una cosa bella, una forma di rispetto a cui tutti si adeguano di buon cuore.<br />
L&#8217;ambiente è importante, rispettiamolo.<br />
Il problema è che poi devi mangiare. E sulla crociera a mangiare vai al buffet (o abbuffet, tutto attaccato) e ti rendi conto che se gli oceani vengono preservati, di tutto il resto forse ci si dimentica.<br />
Il cibo. Tanto, tantissimo, in quantità esorbitanti: frutta, verdura, carne, carne e ancora carne.<br />
Beninteso, proprio perché non sono vegetariano, se la cosa mi ha impressionato forse c&#8217;è da pensarci un po&#8217; su.<br />
Salviamo la nostra terra.<br />
Tutti lo vanno ripetendo, eppure facciamo finta di niente, come se quella frase fosse una nenia che ormai ripetiamo perché vien fuori da sola dalla bocca.<br />
Non credo il mondo possa salvarsi da solo, proprio per questo sono profondamente pessimista in merito a questa faccenda.<br />
Riassumo il perché in tre aneddoti.</p>
<p><em>Primo</em></p>
<p>Il tizio torna dal buffet con due piatti, uno stracolmo di ogni cosa (è mattina, ma tra bacon, formaggi ed il resto non si capisce molto) nell&#8217;altro tre ciambelle, una liscia, una al cioccolato, una alla crema.<br />
La moglie lo segue circospetta col suo modesto piattino.<br />
Si siedono. La faccia si capisce subito che non è quella giusta. E&#8217; mattina, sei in crociera, sai che giramento di palle?<br />
Ad ogni modo il tizio prende la ciambella liscia. La annusa con fare schifato. Fa un morso e la rimette nel piatto.<br />
Bravo chi si prende la vita con calma, penso.<br />
Inaspettatamente invece prende la ciambella al cioccolato. La faccia è un po&#8217; più schifata di prima. La annusa, fa il morso e la deposita nel piattino.<br />
Infine tocca a quella alla crema. Lo sguardo è disgustato. Il morso è dato appena, l&#8217;ultima ciambella viene appoggiata sul piattino.<br />
Nel frattempo ho finito di mangiare, mi alzo giusto in tempo per vedere un cameriere portar via un piatto con tre ciambelle morsicate.</p>
<p><em>Secondo</em></p>
<p>C&#8217;è una gara di <em>speed climbing</em>: in pratica chi suona per primo la capanella in cima ad una parete di roccia (sì, c&#8217;è pure quella su questa nave) vince. E&#8217; una cosa goliardica come mille altre che si fanno ogni giorno sulla nave dei desideri.<br />
C&#8217;è un tizio in mezzo agli altri che, da come parla, sembra pratichi lo sport della rampicata.<br />
Parte per primo, è veloce, è decisamente il suo sport.<br />
Scende, parte il secondo e lui lo osserva un po&#8217;. E&#8217; sicuramente più lento, ci sta provando, come si dice. Il primo scalatore lo osserva, si gira verso i suoi amici e dice &#8220;Ho già vinto.&#8221;, poi se ne va.</p>
<p><em>Terzo</em></p>
<p>Dalla nave al treno c&#8217;è tanta strada, così le compagnie di crociera utilizzano i bus navetta. Ti metti lì ed aspetti. Può capitare che si stia sotto il sole. Se sei un po&#8217; sfortunato può capitare che il bus abbia l&#8217;aria condizionata rotta. Bene, noi eravamo esattamente su quel bus, da 5 minuti, aspettando che si riempisse abbastanza per partire. Nessuno fiatava, sebbene facesse caldo, ovviamente.<br />
Sale il gruppo di ragazzi (ma non è mica quello che rampicava l&#8217;altro giorno quello?) fatti tre passi dentro al bus parte l&#8217;urlo &#8220;ARIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA&#8221;, a segnalare una legittima richiesta.</p>
<p>Ecco, non voglio fare il catastrofista, ma con questi presupposti siamo spacciati. Perché al di là dell&#8217;economia che crolla, dei mercati instabili, dei fatturati che per essere raggiunti dipendono dai licenziamenti, del buco nell&#8217;ozono, dei mari troppo freddi o di quelli troppo caldi, forse val la pena pensare che un piatto con su tre ciambelle morsicate che il cameriere porta indietro, beh, è già la fine del mondo.</p>
<p>Vaglielo a spiegare tu a mia moglie adesso che di crociere non ne farò mai più&#8230;</p>
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		<title>Io, prendo te, come mia sposa</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 20:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RaSca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti matrimoni si vedono in una vita? Tantissimi. Ne ho vissuto uno due settimane fa. Basta crescere con un gruppo di amici ed alla fine si sposano tutti. Prima o dopo tutti ci passano. Ed in barba all&#8217;indipendenza, alla laicità e via dicendo, la maggioranza si sposa ancora in chiesa. Ad un certo punto, durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti matrimoni si vedono in una vita? Tantissimi. Ne ho vissuto uno due settimane fa. Basta crescere con un gruppo di amici ed alla fine si sposano tutti. Prima o dopo tutti ci passano. Ed in barba all&#8217;indipendenza, alla laicità e via dicendo, la maggioranza si sposa ancora in chiesa.</p>
<div id="attachment_309" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/07/orgoglio.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/07/orgoglio-300x200.jpg" alt="Orgoglio" title="Orgoglio" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-309" /></a><p class="wp-caption-text">Orgoglio</p></div>
<p>Ad un certo punto, durante il rito, arriva la parte che viene definita &#8220;la promessa&#8221;. Io <em>nome</em> prendo (o &#8220;accolgo&#8221;, che però a me non entusiasma come verbo ed in fondo spiego il perché) te <em>nome</em> come mia/o sposa/o e prometto di esserti fedele sempre nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti ed onorarti <strong>tutti i giorni della mia vita</strong>.<br />
Viene detta &#8220;fedeltà eterna&#8221;, ma si sa, l&#8217;essere umano non ha buona memoria. Perché poi si mette in mezzo la vita e cominciano i problemi e, pian piano, si inizia a dimenticare.</p>
<p><span id="more-308"></span></p>
<p>Salomone a Dio non ha chiesto oro o potere, ma saggezza. Scrive la bibbia che Dio gliel&#8217;ha donata, ma dubito Dio abbia fatto realmente qualcosa in quel caso. Qualcuno che chiede in cambio di un desiderio la saggezza, è già profondamente saggio, dubito abbia bisogno di un aiuto in quel senso.<br />
Cito Salomone perché credo che forse la via giusta per vivere un rapporto, un matrimonio, non sia tanto quella di chiedere doni che facciano funzionare le cose. Smettere di dire: fa che mia moglie (o mio marito) mi ami, fa che non mi tradisca, fa che non si ammali mai.<br />
E&#8217; qualcosa di impossibile ed insensato.<br />
Cosa rimane? Forse cambiare prospettiva. Provare a chiedere: dammi la forza di essere sempre un buon (o una buona) amante, dammi la forza di dare a lei (o lui) quello di cui ha bisogno per essere felice, dammi la forza di superare difficoltà e malattie come un uomo vero (o una donna vera).<br />
A quel punto non è più una questione di doni. A quel punto si ritorna a quella che è l&#8217;origine della ricerca: chiamala felicità, chiamalo regno di Dio.<br />
Come si raggiunge?<br />
Io lo scrivo in calce alle mie mail da sempre, per non dimenticarlo mai. E&#8217; un pezzo di vangelo che nella sua semplicità spiega come il segreto della felicità (o regno di Dio) stia nel non risparmiarsi mai, nel dire che se trovi una perla preziosa, allora la cosa giusta è vendere tutto quello che hai e prenderla, non &#8220;accoglierla&#8221;.<br />
Per quello non mi entusiasma la formula dell&#8217;accoglienza. E&#8217; insito nel verbo &#8220;accogliere&#8221; il non trattenere. Ma una cosa così preziosa non la puoi lasciare andare. Mai.</p>
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