<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pensavo Di Aver Capito</title>
	<atom:link href="http://www.pensavodiavercapito.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.pensavodiavercapito.org</link>
	<description>Pensavi di aver capito ed invece non avevi capito nulla ? Non sei solo !</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Aug 2010 07:26:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>L&#8217;ombrello rimasto chiuso</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/08/31/lombrello-rimasto-chiuso/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/08/31/lombrello-rimasto-chiuso/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 07:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=238</guid>
		<description><![CDATA[Certe estati pare non voler smettere più di piovere. Ci sono periodi così: sembra quasi che uno debba pagare il conto di un luglio troppo caldo, in cui ha lavorato, subendo un agosto piovoso. Come sempre però, va fatta di necessità virtù. Così ringrazi il Signore di avere un ferragosto in cui ha piovuto solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certe estati pare non voler smettere più di piovere. Ci sono periodi così: sembra quasi che uno debba pagare il conto di un luglio troppo caldo, in cui ha lavorato, subendo un agosto piovoso. Come sempre però, va fatta di necessità virtù. Così ringrazi il Signore di avere un ferragosto in cui ha piovuto solo verso sera ed il sole, sebbene rimasto quasi nascosto dalle nuvole, non ha abbandonato del tutto il tuo cielo.</p>
<div id="attachment_239" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/08/madonna.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/08/madonna-200x300.jpg" alt="Madonna" title="madonna" width="200" height="300" class="size-medium wp-image-239" /></a><p class="wp-caption-text">Madonna</p></div>
<p>E&#8217; della sera del quindici di agosto che voglio parlare, festa della madonna assunta in cielo.</p>
<p><span id="more-238"></span></p>
<p>Metà del mio cuore sta in Val Rendena, precisamente a Javré, dove il quindici di agosto, da tempo immemore, si celebra la festa dell&#8217;assunta con la processione della statua della Madonna intorno al (minuscolo) paese.<br />
Non è un evento pomposo come le processioni cittadine, è un qualcosa di umile, sincero, a cui tutti partecipano: vuoi in fila dietro la statua, vuoi alle finestre, stando bene attenti a non farsi vedere quando qualcuno volta lo sguardo in su, ma tendendo sempre l&#8217;orecchio alle note della banda che intonano canzoni dedicate alla madre di Gesù.<br />
E fa niente se nel bar poi senti usare le bestemmie come intercalare, quando passa la madonna tutti si tirano giù il cappello e la serranda è tirata giù a metà.<br />
E&#8217; sempre stato così, ci vado da quando son &#8220;bocia&#8221;, bimbo. Era un momento fisso nell&#8217;anno: mio padre mi ci portava, tenendomi la mano tutto il tempo. Io guardavo i lumini stesi intorno al percorso, facendomi trascinare, il più delle volte assonnato, fino alla parte finale in chiesa dove la celebrazione si completava con il bacio alla santa reliquia.<br />
Quest&#8217;anno avrei voluto portarci i miei figli, ma come ho scritto, il tempo è stato infame.<br />
Certe volte la natura leva tutto il romanticismo, altre volte lo regala, bisogna prendere quello che c&#8217;è, l&#8217;ho già scritto.<br />
Nel dubbio tutti mettono il becco fuori dalla finestra: &#8220;Si fa?&#8221;, &#8220;Non si fa?&#8221;, &#8220;Ah sa la ghe che l&#8217;acqua chi no se po minga notar no&#8221;.<br />
E la tentazione è stata forte: il cuscino, la camomilla, non vorrai mica andar fuori a prender freddo? Almeno così ti chiede la moglie. Ma la risposta, che forse appare un po&#8217; blasfema, non può esser che quella: &#8220;Un conto è suo figlio che camminava sulle acque, calmava le tempeste ed era anche il figlio di Dio, ma non si può mica lasciar Lei sotto l&#8217;acqua da sola!&#8221;.<br />
Così imbraccio l&#8217;ombrello ed esco, sarà una lavata, ma spesa bene.<br />
Invece nulla. Quindici minuti quindici. Non di più, non di meno, ma dal cielo nemmeno una goccia. Nostra Signora esce, benedice tutto il paese senza che piova dal cielo una goccia, poi torna al suo posto vicino all&#8217;altare. Manca solo di baciare la reliquia e si può andare a dormire, l&#8217;anno prossimo vedremo che tempo farà.<br />
Adesso può anche piovere tutta la notte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/08/31/lombrello-rimasto-chiuso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giallo&#8230; Mattoncino!</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/08/18/giallo-mattoncino/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/08/18/giallo-mattoncino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 09:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lego]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=230</guid>
		<description><![CDATA[Non credo di averne mai parlato qui, ma ho una predilezione innata e inspiegabile verso i Lego. Parlo di quelli definiti &#8220;System&#8221;, non quelli Technic, quelli degli omini gialli con cui chiunque al mondo ha avuto a che fare almeno una volta. Sì lo so che è una roba infantile, ma c&#8217;è chi fuma, chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo di averne mai parlato qui, ma ho una predilezione innata e inspiegabile verso i Lego. Parlo di quelli definiti &#8220;System&#8221;, non quelli Technic, quelli degli omini gialli con cui chiunque al mondo ha avuto a che fare almeno una volta.<br />
Sì lo so che è una roba infantile, ma c&#8217;è chi fuma, chi beve, chi ha vizi di ogni tipo. Il mio è quello dei Lego. Prima o poi mi deciderò anche a pubblicare una galleria fotografica del plastico presente nel mio box, per ora basti dire che non ci posso fare niente: ogni cosa che la Lego butta fuori, se mi attira, la voglio.</p>
<div id="attachment_235" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/08/minifig.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/08/minifig-200x300.jpg" alt="minifig" title="minifig" width="200" height="300" class="size-medium wp-image-235" /></a><p class="wp-caption-text">Minifig</p></div>
<p>Quest&#8217;estate la Lego ha buttato fuori una serie limitata di 16 minifig, in poche parole omini particolari che vengono venduti in bustine singole tipo figurine. Quindi tu compri la bustina, ma non sai quale omino ci troverai dentro. Se ogni bustina costa 2 euro e gli omini sono 16, per spendere &#8220;solo&#8221; 32 euro dovresti pescare sempre omini differenti, il che, essendo il contenuto delle bustine indecifrabile, è praticamente impossibile.<br />
Ma praticamente non è totalmente.<br />
Basta solo svelare un mistero.</p>
<p><span id="more-230"></span></p>
<p>Con le prime cinque bustine mi è andata bene: cinque pescate a caso e cinque omini diversi trovati. Poi mi è venuta in mente un&#8217;asta su Ebay nella quale vendevano 16 bustine che assicuravano contenere i 16 omini differenti. Quindi un modo per identificare il contenuto dalla bustina, c&#8217;è! Così mi sono chiesto: quale?<br />
Mettendo le mie prime cinque buste una di fianco all&#8217;altra tutto appare identico: nomi, posizioni, codici. Come si fa dunque? Analizza, rianalizza e alla fine Sherlock Holmes trova la differenza:l&#8217;ultima parte del codice a barre sulla sinistra del retro della bustina, che non ha numeri intorno è differente!<br />
Fantastico, ho le prime corrispondenze, quindi basta ritagliarmi quei codici e confrontarli con quelli delle future bustine che acquisterò&#8230; Oddio però, vai a spiegarlo al negoziante che devi star lì a spulciare tutte le buste&#8230; Ci vuole un metodo + immediato: cerchiamo un software che tramite cellulare legge i codici a barre.<br />
Lo trovo. Lo installo. Ma non funziona bene, almeno sulle buste.<br />
Così sfrutto la memoria fotografica della moglie (io non ce la farei mai) e la sguinzaglio a confrontare a tempo record le parti finali dei codici. Incredibile ma vero: due errori su sedici pescate. Però la collezione ora è completa, ed ho speso solo 36 euro. Ed è stato pure divertente, sebbene lungo.<br />
Come dite? Se cerco in google &#8220;Lego Minifig codebar&#8221; mi appare come primo link un pdf che contiene tutte le corrispondenze tra omino e codice a barre, pronto da stampare senza fare nessuna fatica?<br />
E io che pensavo di avere capito <img src='http://www.pensavodiavercapito.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/08/18/giallo-mattoncino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il tarlo del cambiamento&#8230; Lento</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/06/21/il-tarlo-del-cambiamento-lento/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/06/21/il-tarlo-del-cambiamento-lento/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 16:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=208</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono delle cose che ti fanno capire come sei cambiato. Alcune piccole, altre meno. Tutto dipende da come le interpreti. Prendi ad esempio un paio di capelli sul cuscino. Ti dicono che stai cambiando: puoi opporti fin che vuoi, ma stai invecchiando, impercettibilmente forse, ma lo stai facendo. Uno se ne può sbattere, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono delle cose che ti fanno capire come sei cambiato. Alcune piccole, altre meno. Tutto dipende da come le interpreti.<br />
Prendi ad esempio un paio di capelli sul cuscino. Ti dicono che stai cambiando: puoi opporti fin che vuoi, ma stai invecchiando, impercettibilmente forse, ma lo stai facendo.<br />
Uno se ne può sbattere, ed io credo che faccia anche bene, però quello è un dato oggettivo a cui non puoi opporti.</p>
<div id="attachment_227" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/06/chitarra.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/06/chitarra-300x200.jpg" alt="Chitarra" title="chitarra" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-227" /></a><p class="wp-caption-text">Chitarra</p></div>
<p>Prendi il fatto di realizzare che sono tre estati che non vai in ferie con la chitarra, tu che piuttosto lasciavi giù il cane, ma il posto alla chitarra lo trovavi. Fosse anche solo per suonare la serenata alla moglie prima di addormentarsi.<br />
Uno può far finta di niente. Ma anche no. Questo è un cambiamento che non voglio, nella maniera più assoluta.<br />
Tutto sto casino per una chitarra?<br />
Eh già. Ma non è <em>solo</em> una chitarra&#8230;</p>
<p><span id="more-208"></span></p>
<p>La gente invecchia in tanti modi.<br />
Ci sono quelli che lo fanno da un anno all&#8217;altro. Li lasci giovani e li rincontri signori di mezza età: si rassegnano e si espandono (a livello di circonferenza girovita). Altri invece mangiano un maccherone e mezzo in bianco a pranzo perché guai alla linea e poi, ovviamente, via a correre.<br />
Tieni su il fisico va, che ti allunghi la vita.<br />
Il problema alla fine è tutto lì. Allungati la vita, che bisogna vivere. Ma per far cosa? Giocare? Suonare? Vallo a capire.<br />
Il problema è che non è una questione di fisico.<br />
Al di la dei segnali che il corpo ti da è necessario mantenersi e non invecchiare altrove. Evitando di dire, per esempio, &#8220;No, non mi rotolo nella sabbia che s&#8217;infila dappertutto&#8221; oppure, e qui casca l&#8217;asino, &#8220;No, la chitarra non la porto, non c&#8217;è posto, e poi rischio che si rovina&#8221;.<br />
Eccolo lì il maccherone al giorno.<br />
Togli la chitarra, e poi ti trovi la sera, lontano, a dire &#8220;Se avessi qui la chitarra&#8230; Ma no, andiamo a dormire&#8221;.<br />
Visto che già mi tremano le gambe, facciamo così: montiamo il portapacchi sulla macchina, che così rimane spazio nel baule,.<br />
Magari non la si suona nemmeno eh, però è lì, fosse anche solo per una serenata.<br />
C&#8217;è tempo per invecchiare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/06/21/il-tarlo-del-cambiamento-lento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Democrazia cinese</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/06/01/democrazia-cinese/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/06/01/democrazia-cinese/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 19:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=213</guid>
		<description><![CDATA[A momenti rischiavo il patatrac. Nel senso che per un pelo mi perdevo tutto il divertimento. Tutto perché veniva quasi più facile ascoltare le voci intorno, quelli del carrozzone: basta che uno faccia una cosa diversa, inusuale, incomprensibile ai più e subito la si bolla come una cazzata, qualcosa che va disprezzato a prescindere. Uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A momenti rischiavo il patatrac. Nel senso che per un pelo mi perdevo tutto il divertimento. Tutto perché veniva quasi più facile ascoltare le voci intorno, quelli del carrozzone: basta che uno faccia una cosa diversa, inusuale, incomprensibile ai più e subito la si bolla come una cazzata, qualcosa che va disprezzato a prescindere.</p>
<div id="attachment_215" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/06/chinesedemocracy.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/06/chinesedemocracy-300x200.jpg" alt="Chinese Democracy" title="chinesedemocracy" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-215" /></a><p class="wp-caption-text">Chinese Democracy</p></div>
<p>Uno si chiede: con chi ce l&#8217;hai stavolta? Con nessuno, al solito. Ma parlo dei <em>Guns</em>. Di <em>Chinese Democracy</em>, l&#8217;ultimo album. Proprio quello. Quello di <em>Axl</em>.</p>
<p><span id="more-213"></span></p>
<p>Ho passato la mia adolescenza ad immaginarmi camminare in una chiesa mentre il Sò, che faceva Slash, faceva un assolo assurdo in mezzo al deserto, davanti ad una chiesetta sperduta.<br />
I Guns sono stati la colonna sonora di tutto. Per certi versi lo sono ancora: basta metter su una canzone ed è come attivare un interruttore. Tutto torna come allora, in un attimo.<br />
Poi, incredibilmente, tutto è finito. Axl non è Bono. Dopo <em>Use Your Illusion</em> non c&#8217;è stato nulla. Uno dice <em>Spaghetti Incident</em>&#8230; Ma che c&#8217;entra? Gli U2 sfornano un album ogni 2 anni da tempo, ma ripeto, Axl non è Bono.<br />
Così come la mia adolescenza, i Guns sono finiti.<br />
Qualcosa nel frattempo si mormorava. Democrazia cinese. Che roba è? Niente, una schifezza che Axl sta facendo da solo. Qualcosa peschi da Internet, ma è inascoltabile. E passa il tempo. Più o meno quindici anni. Tanto tempo. Così tanto che mi sono sposato con LA RaSca ed ho avuto due figli.<br />
Poi le voci si fanno più insistenti: esce? Esce?<br />
Cavolo è uscito.<br />
Temporeggio.<br />
Non mi sento pronto.<br />
Arriva il mio compleanno e mi regalano il vinile, doppio: Democrazia cinese. A vederlo è uno spettacolo.<br />
Aspetto che tutti escono e lo metto su.<br />
Sono perplesso, ma anche <em>Use Your Illusion</em> mi aveva fatto quell&#8217;effetto. A far diventare <em>November Rain</em> la mia canzone preferita ci ho messo anni. Ma chi la schioda più ora? E allora attendo. Assimilo. Ed ascolto intorno.<br />
&#8220;<em>Era meglio se evitava</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Ma non sono i Guns</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Non ha più la voce</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>E&#8217; tutto elettronico</em>&#8221;<br />
Avanti così. La gente parla e magari l&#8217;album l&#8217;ha ascoltato una volta sola.<br />
Io ho continuato ad ascoltare, e ad assimilare.<br />
Che ci crediate o no, è uno spettacolo.<br />
Poi se ti aspetti Slash, Duff, Izzy o Matt, cambia disco. Questa è un&#8217;altra cosa.<br />
Trovare gli stessi Guns qui è come cercare di fare l&#8217;amore con tua moglie oggi aspettandoti che sia la stessa cosa di quando avevi diciotto anni.<br />
Non hai capito niente.</p>
<p><em>It was about saying &#8220;I won&#8217;t&#8221; when everyone else insisted, &#8220;You must.&#8221;</em><br />
(Era dire &#8220;Non voglio&#8221; quando chiunque altro insisteva, &#8220;Devi.&#8221;)</p>
<p>Lo ha scritto David Fricke di <em>Rolling Stones</em> in merito a Chinese Democracy.<br />
Pura poesia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/06/01/democrazia-cinese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una domenica straordinaria</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/05/02/una-domenica-straordinaria/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/05/02/una-domenica-straordinaria/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 17:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=202</guid>
		<description><![CDATA[Sono un rugbista, lo si sa. Quella cosa con la palla ovale la metto ovunque. Colpa di mio padre, che sotto sotto, mai dicendolo apertamente, ha sempre voluto seguissi le sue orme. Le strisce biancorosse, il Rho, a Rho. Lui capitano, io capitano, la volontà del padre. E&#8217; destino. Poi però quest&#8217;anno qualcosa s&#8217;è incrinato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un rugbista, lo si sa.<br />
Quella cosa con la palla ovale la metto ovunque. Colpa di mio padre, che sotto sotto, mai dicendolo apertamente, ha sempre voluto seguissi le sue orme.<br />
Le strisce biancorosse, il Rho, a Rho.  Lui capitano, io capitano, la volontà del padre. E&#8217; destino.</p>
<div id="attachment_204" class="wp-caption alignnone" style="width: 282px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/05/rugby.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/05/rugby-272x300.jpg" alt="Rugby" title="Rugby" width="272" height="300" class="size-medium wp-image-204" /></a><p class="wp-caption-text">Rugby</p></div>
<p>Poi però quest&#8217;anno qualcosa s&#8217;è incrinato. Più con le persone che con la palla ovale e le strisce biancorosse. Ed è per questo che ho deciso che questa sarà l&#8217;ultima stagione che gioco.<br />
Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio parlare del fatto che questo è lo sport più bello del mondo. Ed oggi ne ho avuto la prova.</p>
<p><span id="more-202"></span></p>
<p>Non è per i punti, non è per le mete, è per un episodio semplicissimo, ma ci vuole una premessa in termini di regolamento.<br />
C&#8217;è una cosa nel Rugby che si chiama &#8220;Mark&#8221;. Non so perché ha questo nome e si chiama così, ma funziona in questa maniera che spiego per i profani: un giocatore è nei propri &#8220;22&#8243;, che sono l&#8217;ultima linea di difesa prima della meta, e gli avversari calciano un pallone che lui prende al volo (obbligatoriamente senza farlo rimbalzare). Se a questo punto il giocatore in questione urla &#8220;Mark&#8221;, il gioco si ferma e l&#8217;arbitro assegna un calcio diretto. Questo significa che il giocatore può scegliere se far riprendere il gioco toccando la palla e passandola ad altri compagni, oppure andare in <em>touche</em> con un calcio, il &#8220;fallo laterale&#8221;, la <em>touche</em> però la &#8220;giocheranno&#8221; gli avversari.<br />
Si gioca con una linea di giocatori da una parte e dall&#8217;altra, separati da un metro, il tallonatore lancia la palla in mezzo ed i due schieramenti se la contendono.<br />
Se il giocatore va in <em>touche</em>, il gioco riprenderà con una <em>touche</em> nel punto esatto dove cade il pallone.<br />
A tutto questo c&#8217;è una variante (lo so, il rugby è un gioco complicato, come la vita), se il giocatore avversario prende la palla che esce e NESSUNO l&#8217;ha toccata, può giocare una touche da solo, senza aspettare che si formino gli schieramenti.<br />
E&#8217; per questo che è stata una domenica straordinaria.<br />
Succede che gli avversari chiamano il <em>Mark</em>, succede che cercano di andare in <em>touche</em>, ed il punto dove la palla cade è proprio vicino alla panchina avversaria, dove ai presenti basta semplicemente stare fermi per fare in modo che la palla sbatta contro uno di loro ed io (che gioco ala) non possa &#8220;giocarla veloce&#8221;.<br />
E&#8217; qui che la mia domenica si trasforma: l&#8217;allenatore avversario, dice a tutti &#8220;spostatevi, spostatevi&#8221; per darmi la possibilità di giocarla veloce.<br />
Veloce non la gioco, non ci riesco e non conviene.<br />
Ma tutti loro si spostano per darmi la possibilità di farlo.<br />
Tutta la mia idea di rugby, a cui ho dedicato vent&#8217;anni della mia vita, è chiusa nelle parole di un allenatore, che nemmeno so come si chiama.<br />
Poi le mete, il &#8220;man of the match&#8221;, i calci piazzati e soprattutto la sconfitta (di misura) passano in secondo piano.<br />
Tutto è nelle parole di chi indirettamente mi ha detto che il Rugby è lo sport più bello del mondo.<br />
Il più bello.<br />
Senza storie.<br />
Questa è stata una delle domeniche migliori della mia vita, senza dubbio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/05/02/una-domenica-straordinaria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un pezzo di paradiso, all&#8217;improvviso</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/03/26/un-pezzo-di-paradiso-allimprovviso/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/03/26/un-pezzo-di-paradiso-allimprovviso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 08:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=193</guid>
		<description><![CDATA[Le cose arrivano quando meno te l&#8217;aspetti. Ci sono momenti in cui ti sembra di fare cose &#8220;normali&#8221;, quelle che chiamiamo routine e nel bel mezzo del naturale corso di queste cose arriva la rivelazione. Con l&#8217;altra parte di me (che poi sarebbe mia moglie), abbiamo seguito un corso per prepararsi al matrimonio. In teoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le cose arrivano quando meno te l&#8217;aspetti. Ci sono momenti in cui ti sembra di fare cose &#8220;normali&#8221;, quelle che chiamiamo routine e nel bel mezzo del naturale corso di queste cose arriva la rivelazione.<br />
Con l&#8217;altra parte di me (che poi sarebbe mia moglie), abbiamo seguito un corso per prepararsi al matrimonio. In teoria dovremmo già essere preparati perché siamo sposati da più di sette anni, ma eravamo lì in veste di aiutanti sul campo.</p>
<div id="attachment_198" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/03/pertuttalavita_roberto_gazzetti.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/03/pertuttalavita_roberto_gazzetti-300x200.jpg" alt="Per tutta la vita" title="pertuttalavita_roberto_gazzetti" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-198" /></a><p class="wp-caption-text">Per tutta la vita<br />(foto di Roberto Gazzetti)</p></div>
<p>Per dimostrare che ce la si può fare ad arrivare a sette anche se tutti sembrano fermarsi a uno.</p>
<p><span id="more-193"></span></p>
<p>Tra tutti gli incontri fatti, ce n&#8217;è stato uno dedicato a persone che vivono esperienze matrimoniali &#8220;complicate&#8221;. Non per colpa loro beninteso, ma perché il destino ha deciso di giocare un po&#8217; con le loro vite.<br />
E come sempre accade in questi casi, da aiutanti siamo diventati aiutati.</p>
<p>Al centro di tutto, Cristo. E non si parla di persone che hanno tutto, anzi. Parliamo di persone che per certi versi quel &#8220;tutto&#8221; lì lo hanno perso.<br />
E allora ti astrai. Sì, per un momento vivi proprio in un&#8217;altro piano della realtà. In quel momento pensi &#8220;E se ci fossi io?&#8221;.<br />
Dico, a gestire la perdita di un figlio, a gestire una moglie che non si sveglia più. Come fai? Come ne esci?<br />
Necessità, virtù.<br />
Cazzate.<br />
Sorridere quando ti ha attraversato un dolore così grande è un piccolo miracolo. Anzi, ma quale piccolo. Un grande miracolo. Il più grande.<br />
Più grande di tutto il materialismo che permea il mondo, più grande di tutte quelle convinzioni che sono certe finché non ti svegli nel mezzo della notte, con il cuore in subbuglio, a chiederti &#8220;Che cosa sto facendo?&#8221;.<br />
Allora hai voglia a sentir sbraitare di veridicità storiche, di bigottismo, di altre cose che riempiono la bocca in modo che non dica la parola Amore. Forse Dio. Forse Cristo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/03/26/un-pezzo-di-paradiso-allimprovviso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>14 febbraio 2210</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/02/14/14-febbraio-2210/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/02/14/14-febbraio-2210/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 00:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=172</guid>
		<description><![CDATA[Di certo il cielo non era coperto ad nubi nefaste e chiaramente non pioveva. Il sole brillava come non mai ed a detta di tutti era proprio una bella giornata. Se una qualsiasi persona matura cinquanta o sessanta anni prima fosse stata catapultata in questo futuro, in un giorno come questo, sarebbe rimasta shockata: niente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di certo il cielo non era coperto ad nubi nefaste e chiaramente non pioveva. Il sole brillava come non mai ed a detta di tutti era proprio una bella giornata.</p>
<div id="attachment_173" class="wp-caption alignnone" style="width: 288px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/02/sanvalentino.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/02/sanvalentino-278x300.jpg" alt="Sav Valentino" title="sanvalentino" width="278" height="300" class="size-medium wp-image-173" /></a><p class="wp-caption-text">Sav Valentino</p></div>
<p>Se una qualsiasi persona matura cinquanta o sessanta anni prima fosse stata catapultata in questo futuro, in un giorno come questo, sarebbe rimasta shockata: niente meteoriti, esplosioni nucleari, invasioni aliene o quant&#8217;altro aveva rovinato la terra. Il progresso tecnologico non aveva influenzato il modo di vivere della gente se non in meglio ed i valori umani erano alti e soprattutto esistevano ancora, salvo le dovute eccezioni.</p>
<p><span id="more-172"></span></p>
<p>La razza umana infatti non era riuscita ad eliminare ancora i rami malati della società. Il crimine esisteva, ma la questione ormai era solamente quella di contenerlo, attenuarlo se si espandeva e bruciarlo quando esagerava, dove si riusciva.</p>
<p>In questo mondo i due si guardavano da quasi due minuti, tenere fisso lo sguardo negli occhi dell&#8217;altro ancora un poco avrebbe inciso nell&#8217;uno l&#8217;immagine dell&#8217;altra. Era un sentimento particolare, vero, di quelli che lasciano il segno, di quelli che rendono il cuore un campo che per fiorire necessita di un aratro fatto di gesti, parole e contatti con l&#8217;essenza stessa dell&#8217;altra persona.</p>
<p>&#8220;Come lo chiamate voi?&#8221; le aveva chiesto lei. Ma le parole non c&#8217;erano, esistevano solo due corpi che si parlavano, la più utile risposta che potesse esistere.</p>
<p>Era aliena. Niente pelle verde, gruppi di braccia o quant&#8217;altro. Solo una donna, ma aliena.<br />
Non conosceva cosa fosse quel pianeta se non prima delle colonizzazioni comunitarie. Faceva parte del consiglio di sicurezza ed era un&#8217;ambasciatrice del suo mondo, si trovava qui per esigenza.<br />
Aveva previsto tutto: da possibili attacchi terroristici al senato, ad attentati alla sua persona. Tutto. Tranne questo.<br />
Nessuno sperava, in una galassia di possibilità, di trovare due razze identiche in tutto e per tutto allo stesso stadio evolutivo. Una volta però imparato a comunicare, gli sforzi in collaborazione delle menti scientifiche dei due mondi avevano dimostrato che esisteva una sorta di legge cosmica, un presupposto scientifico secondo cui l&#8217;unico modus operandi dell&#8217;origine della vita era questo.</p>
<p>Era alieno. Niente pelle verde, gruppi di braccia o quant&#8217;altro. Solo un uomo, ma alieno.<br />
Non era mai stato una persona importante per il suo mondo, era uno come tanti. Magari che ti partecipa a qualche stupido programma televisivo per un momento di gloria, ma niente legna da ardere. Almeno finché non arrivò lei ad accenderlo.<br />
La notizia dell&#8217;incontro lo aveva lasciato quasi indifferente, alla fine ci aveva sempre creduto. Aveva seguito le fasi salienti della vicenda, dal momento dell&#8217;intercettazione del segnale il 15 luglio del 2195 sino al primo incontro ufficiale, il primo marzo del 2201. Allora era ancora un ragazzo, ma si ricordava benissimo tutto.</p>
<p>Tutto ciò che li aveva fatti incontrare e conoscere era venerato religiosamente: mai erano stati toccati da sensazioni simili, mai due respiri erano riusciti a miscelarsi con una simile leggerezza, niente avrebbe potuto dividerli.</p>
<p>Amore. Era quella la parola che entrambi cercavano, ma i gesti, il tatto, gli sguardi erano stati più eloquenti d&#8217;ogni altra espressione.</p>
<p>Quell&#8217;amore pompava sangue nel mondo, due razze si erano unite, il sole brillava come non mai ed a detta di tutti era proprio una bella giornata.</p>
<p><em>Ad una persona in cui credo e che crede in me.<br />
Con tanto, tanto amore.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/02/14/14-febbraio-2210/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pace in terra</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/01/01/pace-in-terra/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/01/01/pace-in-terra/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 22:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=168</guid>
		<description><![CDATA[La cosa bella del primo dell&#8217;anno è che se ti alzi presto, e se sei uno a cui di botti e cenone frega poco lo fai, non c&#8217;è in giro nessuno. Quasi nessuno s&#8217;intende, a parte quelli a cui di botti e cenone frega poco. In mezzo a quel silenzio e&#8217; per certi versi facile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa bella del primo dell&#8217;anno è che se ti alzi presto, e se sei uno a cui di botti e cenone frega poco lo fai, non c&#8217;è in giro nessuno. Quasi nessuno s&#8217;intende, a parte quelli a cui di botti e cenone frega poco. In mezzo a quel silenzio e&#8217; per certi versi facile mettere insieme gli eventi successi nell&#8217;anno.</p>
<div id="attachment_169" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/01/guerra.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2010/01/guerra-300x200.jpg" alt="guerra" title="guerra" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-169" /></a><p class="wp-caption-text">guerra</p></div>
<p>Uno dice, i pensieri li avrai fatti su quello che ti è successo, invece no, è stata un&#8217;esperienza macroscopica, che riguarda il mondo, guarda un po&#8217;. Più propriamente gli Stati Uniti, nella persona di Obama e la Russia, nella persona di Putin.</p>
<p><span id="more-168"></span></p>
<p>Gli eventi del duemilanove.<br />
Uno su tutti il nobel per la pace ad Obama. Quello che qualche giornalista americano di cui purtroppo non ricordo il nome ha definito &#8220;L&#8217;oscar al trailer&#8221;, questi infatti molto intelligentemente giudicava il premio assegnato più alle potenzialità del personaggio che non agli effettivi suoi movimenti in ambito pacifista.<br />
Ero quindi veramente ansioso di ascoltare le parole del presidente americano nel discorso di ringraziamento. Anche perché con le nuove truppe predisposte per l&#8217;Afghanistan il gioco d&#8217;equilibrio sarebbe stato inevitabilmente pericoloso.<br />
E così ho atteso. Ed il giorno è arrivato.<br />
Leggendo su un quotidiano il resoconto del discorso che da più lati super-partes è sembrato contraddittorio ho dovuto notare le molte volte in cui viene ripetuto il concetto di &#8220;guerra giusta&#8221;. E dentro di me ho pensato, non può essere, uno che va a ritirare il Nobel per la pace non può in nessun modo parlare di guerra giusta.<br />
Eppure così sembrava proprio essere.<br />
Quindi ho fatto l&#8217;unica cosa sensata: sono andato sul sito della Casa Bianca ed ho letto il discorso in lingua originale.<br />
Sorpresa, il termine usato è proprio &#8220;just war&#8221; dove &#8220;just&#8221; non significa &#8220;solamente&#8221;, ma proprio &#8220;giusta&#8221;.<br />
E allora me lo sono letto tutto. E ci son rimasto male.<br />
Non sono antiamericano, tutt&#8217;altro. Adoro moltissime cose dell&#8217;America, ma Obama ha proprio parlato dell&#8217;utilizzo della guerra giusta. E questa è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Soprattutto se stai ritirando il più importante premio donato agli operatori di Pace.<br />
Cosa sia una guerra giusta. E&#8217; questo che tenta di spiegare Obama.<br />
&#8220;<em>&#8230;servirà un ripensamento dei concetti della guerra giusta e degli imperativi di una pace giusta.</em>&#8221; come se davvero potesse esistere equilibrio tra le due cose.<br />
Se potesse esistere coerenza.<br />
Ma il peggio deve venire, perché ad un certo punto cita King, inteso come Martin Luther King Junior, il profeta dell&#8217;uguaglianza assassinato il 4 aprile 1968. E questo è il più grosso errore di tutti.<br />
In tutto il discorso il nome di King appare sei volte, ed ogni volta questo pare essere un masso che cade sui concetti di Obama che sembrano fatti di argilla.<br />
&#8220;<em>È per questo che ho vietato la tortura.</em>&#8220;, come se fosse legittimo sindacare sulla possibilità di torturare prigionieri nella democrazia più potente del mondo.<br />
&#8220;<em>&#8230;per arrivare a un mondo senza bombe atomiche.</em>&#8220;, come se l&#8217;america non fosse il paese con il maggior numero di testate nuclieari al mondo.<br />
&#8220;<em>L&#8217;America non ha mai combattuto una guerra contro un Paese democratico&#8230;</em>&#8220;, come se l&#8217;America fosse giudice unico ed universale e soprattutto giusto.<br />
Non ho proprio capito questo Nobel, e non ho capito come Obama nel suo discorso abbia più volte indicato Martin Luther King come esempio da seguire.<br />
Ma questo blog si chiama &#8220;Pensavo di aver capito&#8221;, non &#8220;Ho capito tutto&#8221;.<br />
Perciò Martin Luther King, che considero il più profondo esempio contemporaneo da seguire, lo cito io, giusto per evidenziare, se ancora servisse, l&#8217;incoerenza che c&#8217;è in molti nel mondo, a partire da quelli che ci guidano e sono convinti di avere capito.<br />
Quello che segue è quindi un minuscolo estratto dal libro &#8220;I Have A Dream&#8221; e fa riferimento alle riflessioni dello stesso King in merito alla partecipazione dell&#8217;america alla guerra del Vietnam. King, come persona pubblica a guida di un movimento per la parità dei diritti (l&#8217;SCLC) doveva prendere posizione e fu così chiaro e cristallino nel rifiutare la guerra da non lasciare parole in sospeso:</p>
<p>&#8220;<em>La croce è una cosa che si porta e, in ultima analisi, su cui si muore. La croce può voler dire la morte della tua popolarità; può voler dire la fine del tuo ponte diretto con la Casa Bianca; può voler dire la fine di una donazione. Può darsi che il vostro bilancio ne risulti un po&#8217; assottigliato, ma voi raccogliete la vostra croce e portatela lo stesso. Ed è così che io ho deciso di fare. Avvenga quel che può, ormai non ha più importanza.</em>&#8221;</p>
<p>questo fu quello che scrisse in merito, poco tempo dopo fu assassinato da quello che definirono un folle in un albergo di Memphis.<br />
Obama ha scelto lui come esempio, rappresentante ultimo della coerenza, morto, ma alla fine libero, come pochi altri prima di lui.</p>
<p>Ehm&#8230; Non ho finito.  Ecco la postilla:</p>
<p>Visto che in apertura ho scritto che il pensiero era volato anche alla Russia, voglio spiegare perché.<br />
In un articolo di una settimana ho letto di come Putin affermi che &#8220;<em>La Russia deve sviluppare «armi offensive» per fare fronte allo scudo antimissile americano.</em>&#8220;.<br />
La cosa mi ha posto abbastanza in uno stato da Pensavo di aver capito, perché ho ripensato alle parole del discorso di Obama: &#8220;<em>Il mondo forse non trema più al pensiero di una guerra fra due superpotenze nucleari, ma la proliferazione delle armi nucleari rischia di rendere più probabile una catastrofe.</em>&#8220;.<br />
Però voglio fidarmi della lungimiranza di Obama, fosse anche perché non mi basta il trailer ed il biglietto per vedermi tutto il film l&#8217;ho comprato.</p>
<p>Buon anno a tutti, ma proprio tutti noi.<em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2010/01/01/pace-in-terra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Trasgressione a S.Vittore: il mio nome, il mio progetto</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2009/11/28/trasgressione-a-s-vittore-il-mio-nome-il-mio-progetto/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2009/11/28/trasgressione-a-s-vittore-il-mio-nome-il-mio-progetto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 15:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=163</guid>
		<description><![CDATA[A S.Vittore ci sono finito, da ospite, per cose mie. Era un po&#8217; che volevo vedere da dentro questo posto, dopo essermelo fatto raccontare, dopo averlo visto ovunque via web ed essermelo immaginato, l&#8217;ho visto da dentro. L&#8217;incontro era organizzato dal gruppo della Trasgressione ed aveva come titolo &#8220;Il mio nome, il mio progetto&#8221;. Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A S.Vittore ci sono finito, da ospite, per cose mie. Era un po&#8217; che volevo vedere da dentro questo posto, dopo essermelo fatto raccontare, dopo averlo visto ovunque via web ed essermelo immaginato, l&#8217;ho visto da dentro.</p>
<div id="attachment_164" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2009/11/gabbia.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2009/11/gabbia-300x200.jpg" alt="Gabbia" title="gabbia" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-164" /></a><p class="wp-caption-text">Gabbia</p></div>
<p>L&#8217;incontro era organizzato dal <a href="http://www.trasgressione.net/">gruppo della Trasgressione</a> ed aveva come titolo &#8220;Il mio nome, il mio progetto&#8221;.<br />
Ecco cosa mi è passato nella testa.</p>
<p><span id="more-163"></span></p>
<p>Perduta. Questa gente è perduta, ma dall&#8217;inizio alla fine? Qua dicono solo dall&#8217;inizio, certo è che mica si può prendere sempre schiaffi per capire le cose, no? Vero è che tu parli con la bocca piena. Sei nato coperto dall&#8217;amore, ma se così non fosse stato, cosa saresti?<br />
Qua le ragioni che danno sono molteplici: la droga, i furti, ma alla fine cos&#8217;è tutto se non la ricerca della felicità?<br />
Li senti parlare e son tutti uomini, mica criminali, gente che è inciampata e che però tutto pare, tranne che qualcuno senza dignità.<br />
La vita alla fine, ma forse soprattutto all&#8217;inizio, è un casino.<br />
Con questa storia del carcere ho scoperto, leggendo alcuni trattati di psicologia, che se un bambino rimane senza mamma i primi anni della sua vita, corre il rischio di avere problemi motori. Fai fatica a muoverti se tua madre non si è occupata di te.<br />
Dov&#8217;è allora questa madre? Non si sa, non lo puoi chiedere a ciascuna di queste persone, così stai lì, li senti parlare e per poco, anche solo un attimo, dici &#8220;E se ci fossi io lì?&#8221;. Intendo ad ammettere di fronte a tutti che hai buttato via la vita, perché eri drogato, perché hai fatto una rapina e perché, sfiga vuole, c&#8217;è scappato il morto. Una cosa che si spiega in un attimo, che però può mandare a puttane tutto.<br />
Tutti loro lavorano per far funzionare le cose, o se queste son rotte per sempre, fare in modo che altri non le sputtanino a loro volta.<br />
E così si appellano, alle autorità (presenti per fare bella figura all&#8217;inizio e poi fuggite prima che il primo detenuto parli), allo stato, a qualcuno che dia un appiglio per non dire che siamo soli.<br />
Che è un po&#8217; a pensarci quello che si prova, in maniera subconscia, quando si è neonati.<br />
Dove siete?<br />
E si piange.<br />
Io ho bisogno di mangiare!<br />
E si piange.<br />
Attendendo soprattutto la risposta. Che sarà un abbraccio, una carezza, un seno da succhiare.<br />
Solo che se questo non arriva, se questo segnale non c&#8217;è, credo d&#8217;aver capito che è l&#8217;inizio del disastro.<br />
Te lo ricordi quando urlavi per fame da latte? No, è impossibile. Eppure&#8230; Eppure se qualcuno non ti ha carezzato, se nessuno ti ha allattato, se nessuno ti ha curato, anche se non lo ricordi avrai sempre sulle spalle la solitudine.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2009/11/28/trasgressione-a-s-vittore-il-mio-nome-il-mio-progetto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2012: eppure fummo avvisati. Tutti.</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2009/11/23/2012-eppure-fummo-avvisati-tutti/</link>
		<comments>http://www.pensavodiavercapito.org/2009/11/23/2012-eppure-fummo-avvisati-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensavodiavercapito.org/?p=158</guid>
		<description><![CDATA[Prima a cena col Sò, una birretta, qualche video dello &#8220;Svarione degli anelli&#8221; su Youtube, i figli a nanna e poi, finalmente, via a vedere il nuovo, spettacolare, fantasmagorico, apocalittico, distruttivo, fantascientifico film di Eymerich. Ah no, quello era l&#8217;inquisitore malato di Evangelisti. Questo ha due emme: Emmerich. La premessa è che la serata non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima a cena col Sò, una birretta, qualche video dello &#8220;Svarione degli anelli&#8221; su Youtube, i figli a nanna e poi, finalmente, via a vedere il nuovo, spettacolare, fantasmagorico, apocalittico, distruttivo, fantascientifico film di Eymerich.</p>
<div id="attachment_161" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2009/11/duemiladodici.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2009/11/duemiladodici-300x186.jpg" alt="Duemiladodici" title="duemiladodici" width="300" height="186" class="size-medium wp-image-161" /></a><p class="wp-caption-text">Duemiladodici</p></div>
<p>Ah no, quello era l&#8217;inquisitore malato di Evangelisti. Questo ha due emme: Emmerich.</p>
<p><span id="more-158"></span></p>
<p>La premessa è che la serata non parte nel migliore dei modi: il cinema non è il &#8220;nostro&#8221;, noi quando si vuole vedere i film esiste solo l&#8217;Arcadia di Melzo e precisamente la sala Energia, ma questo film non lo davano lì sabato, quindi piuttosto che farsi Xmila chilometri per una misera &#8220;Sala Fuoco&#8221; abbiamo optato per il Multisala Medusa.<br />
Lo so, lo so, non è da noi, ma stiamo invecchiando. Abbiamo i figli.<br />
Quindi via al Medusa, un po&#8217; di coda ad entrare ma diamine, è sabato, ci mancherebbe. Troviamo un posto vincente ed in un minuto siamo nella sala. Qua però scatta il fastidio: se ti dicono che lo spettacolo inizia alle 22 e 10, perché arrivati a quell&#8217;ora ti devi sorbire 20 minuti di pubblicità? E mica trailer eh, quelli saranno due minuti in tutto. Venti minuti secchi di pizzeria da Gino, Compro Oro pago in cambiali e via dicendo&#8230;<br />
Ad un certo punto però le esitazioni non esistono più: parte il film, audio e video sono imbarazzanti, ma questa non è l&#8217;Arcadia, anche se i biglietti costano uguale.<br />
A sto giro ragazzi, siamo spacciati. Non è più causa di alieni, non c&#8217;entra più il surriscaldamento globale, la catastrofe arriva perché i pianeti si allineano.<br />
Embeh? direte voi. Ignoranti! Ma non lo sapete che ci sono i neutrini? Dai è elementare! Te lo spiega Aziz, un indiano che porta uno dei protagonisti mille mila chilometri sotto terra, toglie il coperchio di una pentola e fa vedere che l&#8217;acqua del sottosuolo è pronta per buttarci la pasta: bolle.<br />
Da lì è un disastro dietro l&#8217;altro. Tutta la costa ovest degli stati uniti fa il surf, e non si parla dei ragazzi che fanno il surf eh, stiamo parlando della terra che si inabissa a manetta. In tutto questo l&#8217;aereo della famiglia allargata (ex padre, ex moglie, nuovo marito e coppia di ex figli) passa attraverso tutto per dirigersi in Cina dove, pare ci siano delle (astro)navi che porteranno i superstiti, almeno quelli che possono pagare un miliardo di euro a persona, verso il nuovo mondo.<br />
Però attenzione, perché in tutto questo ci sono due incredibili figure che rifiutano di salvarsi: il presidente americano (come no) e, udite udite, il &#8220;primo ministro&#8221; italiano. Il primo va ad aiutare tutti, ma prende una portaerei sul faccione, il secondo si raccoglie in preghiera(!) di fronte ar cupolone, giusto prima che questo gli finisca addosso.<br />
In tutto questo il destino aiuta tutti: la famiglia si ricostituisce perché il nuovo marito viene tritato come la carne dal macellaio mentre si chiude un portellone e nonostante ci sia ressa all&#8217;imbarco di un&#8217;arca rotta (perché alla fine sono navi, non astronavi) quelli che erano rimasti giù dalle arche vengono comunque fatti salire sulle altre (ma niente paura, avevano comunque pagato il miliardo di euro) e sul sole che sorge verso una nuova era partono i titoli di coda&#8230;<br />
Nel frattempo si son fatte le due ed il giorno dopo si gioca a Bergamo, meglio andare a dormire tenendo sempre a mente quello che la locandina dice chiaramente: &#8220;eppure fummo avvisati&#8221;&#8230; Che questo film era una cagata, però ci abbiamo perso comunque una serata.<br />
Masochisti!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensavodiavercapito.org/2009/11/23/2012-eppure-fummo-avvisati-tutti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
