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	<title>Pensavo Di Aver Capito &#187; Società</title>
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	<description>Pensavi di aver capito ed invece non avevi capito nulla ? Non sei solo !</description>
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		<title>Come installare un WePod</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2012/01/24/come-installare-un-wepod/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:04:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Seconda puntata sul tema matrimonio felice. Tratta di un dispositivo innovativo, che non può mancare nelle tasche di nessun fidanzato che vuol fare il grande passo. Design accattivante ed ergonomico, prezzo conveniente (perché non costa niente), disponibilità immediata. E&#8217; lui, il WePod. Procedura per una corretta installazione: FASE 1. I motivi: Buttare via l&#8217;I (io) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seconda puntata sul tema matrimonio felice.<br />
Tratta di un dispositivo innovativo, che non può mancare nelle tasche di nessun fidanzato che vuol fare il grande passo.</p>
<div id="attachment_360" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/01/wepod.png"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2012/01/wepod-300x149.png" alt="WePod" title="WePod" width="300" height="149" class="size-medium wp-image-360" /></a><p class="wp-caption-text">WePod</p></div>
<p>Design accattivante ed ergonomico, prezzo conveniente (perché non costa niente), disponibilità immediata. E&#8217; lui, il <strong>WePod</strong>.</p>
<p><span id="more-359"></span></p>
<p>Procedura per una corretta installazione:</p>
<p><strong>FASE 1. I motivi:</strong></p>
<ul>
<li>Buttare via l&#8217;I (io) introdurre il we (noi);</li>
<li>Costruire una base, delle fondamenta, qualcosa di solido contro le intemperie;</li>
<li>Tenere presente che: da domani siamo solo noi, poi saremo forse di più, poi saremo di nuovo solo noi, poi forse solo tu. O solo io. Nel frattempo siamo noi.</li>
</ul>
<p><strong>FASE 2. imparare a dare l&#8217;esempio:</strong></p>
<ul>
<li>Tenere presente che: Dire senza fare vuol dir niente;</li>
<li>Per calcolare le batterie vale la seguente formula: comunicazione è quello che arriva, non quello che parte;</li>
<li><em>Nota: senza coerenza è verosimile un rientro in scena dell&#8217;I, ciò va evitato, potrebbe invalidare la garanzia.</em></li>
</ul>
<p><strong>FASE 3. la fortuna non esiste:</strong></p>
<ul>
<li>Nel calcolo della garanzia considerare che ognuno è artefice del suo destino;</li>
<li>Rispetta l&#8217;ambiente: non gettare il dispositivo. Rispetta lei, rispetta lui, rispetta tutti;</li>
</ul>
<p>Disponibilità immediata. Acquistabile ovunque. Spese di spedizione comprese nel prezzo.</p>
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		<title>Love is all around&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Anno nuovo, vita nuova, si dice. E via che si riparte, il lavoro, lo sport e&#8230; Il corso fidanzati. No, non mi sono fidanzato un&#8217;altra volta. I fidanzati sono gli altri, le coppie che si preparano al matrimonio. Quest&#8217;anno 24. Record assoluto. Prima serata, giro di presentazione in cui lui presenta lei e lei, lui. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anno nuovo, vita nuova, si dice. E via che si riparte, il lavoro, lo sport e&#8230; Il corso fidanzati. No, non mi sono fidanzato un&#8217;altra volta. I fidanzati sono gli altri, le coppie che si preparano al matrimonio. Quest&#8217;anno 24. Record assoluto.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://transkeimeg.blogspot.com/2010/08/love-really-is-all-around.html"><img alt="Love is all around" src="http://1.bp.blogspot.com/_UXcd8i0uLPI/TGaEcKH0ouI/AAAAAAAAAiM/sAVqiS9B-DY/s1600/love.jpg" title="Love is all around" width="400" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Love is all around</p></div>
<p>Prima serata, giro di presentazione in cui lui presenta lei e lei, lui. Loro non lo sanno, ma in forma totalmente anonima ho raccolto le frasi migliori, qualcuna fa sorridere, qualcuna riflettere, ma in ogni caso sono tutte sincere. Ed è una cosa bella. Hai visto mai che si finisce per rileggere queste cose a molti anni da oggi, magari quando si è un po&#8217; giù di morale perché non tutto va bene&#8230;</p>
<p><span id="more-351"></span></p>
<p>Va specificato che nel 60% dei casi la parola chiave è stata &#8220;Coronare&#8221;, quindi per ovvi motivi tutte le frasi come &#8220;abbiamo deciso di coronare il nostro sogno&#8221; sono state omesse.<br />
Le altre, beh, sono qui:</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Non la cambierei con nessuna</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>Non lo cambierei con nessuno</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>E&#8217; bravo, mi vuole bene, ha molta pazienza</em>&#8221;</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Finalmente ho trovato una persona che mi sopporta</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>Ama la cucina, ama il mare, ama me</em>&#8221;</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Eh&#8230; Speriamo che&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Finalmente ho trovato una persona pigra quanto me</em>&#8221;</p>
<p>Lei (senza lui, per stasera): &#8220;<em>Di me direbbe che sono testarda e che poi alla fine decido tutto io</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>E poi cosa dire&#8230;</em>&#8221; e poi Lui: &#8220;<em>Niente, basta, hai finito.</em>&#8221;</p>
<p>Lui: &#8220;<em>Lei è la mia agenda umana</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>Sta diventando sempre più bravo a farmi delle sorprese</em>&#8221;</p>
<p>Lei: &#8220;<em>Riesce sempre a trovare il tempo per la famiglia e&#8230; I gatti</em>&#8221;</p>
<p>L&#8217;amore gira intorno.</p>
<p>Sarebbe carino pensare di mettere in un quadro queste frasi, a memoria futura di quanto amore stava in quella stanza. Se tutta l&#8217;energia, la buona volontà, i buoni propositi, fossero sempre questi il mondo sarebbe un posto migliore. Probabilmente non ci sarebbe nemmeno bisogno di cose come gli avvocati o i notai.</p>
<p>L&#8217;amore gira intorno.</p>
<p>Vedremo come va a finire, anche se la statistica non è dalla nostra. Ma, come detto, lo sono i propositi. E se le famiglie di domani si basano su queste fondamenta, beh, l&#8217;amore girerà intorno.</p>
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		<title>La crisi</title>
		<link>http://www.pensavodiavercapito.org/2011/12/31/la-crisi/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Dio, non ce la faccio&#8221;, disse la ragazza a suo marito. Lui le sorrise, come faceva sempre, domandandosi nel contempo quanto ancora l&#8217;avrebbe sopportata. &#8220;Non posso credere che ogni mese dobbiamo venire qui, metterci in fila e pagare queste cose. In contanti, per giunta!&#8221;. Lui sorrise di nuovo. Era, se possibile, stufo di sentirle dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dio, non ce la faccio&#8221;, disse la ragazza a suo marito. Lui le sorrise, come faceva sempre, domandandosi nel contempo quanto ancora l&#8217;avrebbe sopportata.<br />
&#8220;Non posso credere che ogni mese dobbiamo venire qui, metterci in fila e pagare queste cose. In contanti, per giunta!&#8221;.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/06/48ea2c1e401a9_zoom.jpg"><img alt="Crisi" src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/06/48ea2c1e401a9_zoom.jpg" title="Crisi" width="400" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">Crisi</p></div>
<p>Lui sorrise di nuovo. Era, se possibile, stufo di sentirle dire la verità, ma come l&#8217;amava&#8230;<br />
&#8220;Che c&#8217;è perché ridi?&#8221;<br />
Non rispose.</p>
<p><span id="more-336"></span></p>
<p>&#8220;Io non capisco come facevano. Dico, nel passato.&#8221; proseguì lei &#8220;Che razza di accordi si prendevano nel 2012 con quegli istituti di credito? Com&#8217;era possibile legalizzare dei prestiti simili? Pensa che anche i signori del piano di sotto, mi ha raccontato la moglie, sono conciati alla stessa maniera. Il bisnonno di lui non aveva uno stipendio decente e dovendo comprarsi i dispositivi mobili (non c&#8217;erano ancora gli ologrammi VoIP wireless) a quanto pare faceva dei debiti con queste istituti qui. Solo che alla fine era arrivato a chiedere prestiti per estinguere i debiti. Ad un certo punto è arrivato anche ad introdurre la clausola di reversibilità. E quindi anche suo nonno, poi suo padre ed infine lui hanno continuato a pagarli.<br />
Un po&#8217; com&#8217;è successo a mio nonno, poveretto. Però noi siamo più fortunati e sai perché?&#8221;<br />
Lui alzò le sopracciglia, e girandosi allargò le braccia con fare interrogativo.<br />
&#8220;I loro figli avranno ancora un vitalizio intero da pagare, mentre invece noi con questa vita avremo finito i debiti di mio nonno, ed i nostri figli saranno liberi.&#8221;<br />
Questa volta era lei a sorridere.<br />
&#8220;Ci pensi? Bilio, Amalia e Duncan non dovranno andare nei centri di debito, non dovranno fare file, non dovranno insegnare ai loro figli a risparmiare. E tutto grazie a noi.&#8221;<br />
Lo sguardo del marito si fece serio.<br />
&#8220;Che c&#8217;è?&#8221; chiese lei.<br />
Lui non rispose.<br />
&#8220;Daaaaaai. Lo so che quando fai quella faccia lì stai pensando a qualcosa&#8230;&#8221; lo incalzò.<br />
&#8220;Stavo pensando alla frase del tuo bisnonno, quella relativa agli aumenti della benzina. La cosa che diceva quando gli chiedevano se era preoccupato dell&#8217;aumento dei prezzi&#8230; Com&#8217;è che diceva mentre contraeva i debiti che noi stiamo pagando?&#8221;<br />
&#8220;Beh diceva&#8230; Aumentano la benzina a due euro al litro? A me che cazzo me ne frega, io sempre 20 euro faccio!&#8221;.<br />
Lui sorrise di nuovo, lo sportello era libero.</p>
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		<title>Dove vogliamo andare?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 23:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo chiedeva Totò al vigile: &#8220;Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?&#8221;. Una domanda confusa, ma carica di significato. Perché? Semplice, quest&#8217;anno ho partecipato ad un esperimento sociologico: sono andato in crociera. Roba da ricchi. I risvolti sono stati, per così dire, interessanti. Partiamo da qui: a destra e sinistra, ovunque ti giri, pare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo chiedeva Totò al vigile: &#8220;Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?&#8221;. Una domanda confusa, ma carica di significato. Perché? Semplice, quest&#8217;anno ho partecipato ad un esperimento sociologico: sono andato in crociera.</p>
<div id="attachment_313" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/09/dovevogliamoandare.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/09/dovevogliamoandare-300x179.jpg" alt="direzioni" title="Direzionei" width="300" height="179" class="size-medium wp-image-313" /></a><p class="wp-caption-text">Direzioni</p></div>
<p>Roba da ricchi. I risvolti sono stati, per così dire, interessanti.</p>
<p><span id="more-312"></span></p>
<p>Partiamo da qui: a destra e sinistra, ovunque ti giri, pare ci sia scritto &#8220;Rispetta l&#8217;ambiente&#8221;, &#8220;Proteggi il tuo pianeta&#8221; e via dicendo. Il tema ecologico&#8230; Tira.<br />
Prendiamo appunto la crociera. Se durante un torneo di pallavolo (sì, su questa nave c&#8217;era un campo intero di pallavolo, ed era la cosa più piccola) la palla finisce in mare (cosa improbabile, ma possibile) la partita ed il torneo vengono sospesi.<br />
Perché? Semplice, al fine di preservare la salute di mari ed oceani ci si concede una &#8220;palla a mare&#8221; al giorno. E&#8217; una cosa bella, una forma di rispetto a cui tutti si adeguano di buon cuore.<br />
L&#8217;ambiente è importante, rispettiamolo.<br />
Il problema è che poi devi mangiare. E sulla crociera a mangiare vai al buffet (o abbuffet, tutto attaccato) e ti rendi conto che se gli oceani vengono preservati, di tutto il resto forse ci si dimentica.<br />
Il cibo. Tanto, tantissimo, in quantità esorbitanti: frutta, verdura, carne, carne e ancora carne.<br />
Beninteso, proprio perché non sono vegetariano, se la cosa mi ha impressionato forse c&#8217;è da pensarci un po&#8217; su.<br />
Salviamo la nostra terra.<br />
Tutti lo vanno ripetendo, eppure facciamo finta di niente, come se quella frase fosse una nenia che ormai ripetiamo perché vien fuori da sola dalla bocca.<br />
Non credo il mondo possa salvarsi da solo, proprio per questo sono profondamente pessimista in merito a questa faccenda.<br />
Riassumo il perché in tre aneddoti.</p>
<p><em>Primo</em></p>
<p>Il tizio torna dal buffet con due piatti, uno stracolmo di ogni cosa (è mattina, ma tra bacon, formaggi ed il resto non si capisce molto) nell&#8217;altro tre ciambelle, una liscia, una al cioccolato, una alla crema.<br />
La moglie lo segue circospetta col suo modesto piattino.<br />
Si siedono. La faccia si capisce subito che non è quella giusta. E&#8217; mattina, sei in crociera, sai che giramento di palle?<br />
Ad ogni modo il tizio prende la ciambella liscia. La annusa con fare schifato. Fa un morso e la rimette nel piatto.<br />
Bravo chi si prende la vita con calma, penso.<br />
Inaspettatamente invece prende la ciambella al cioccolato. La faccia è un po&#8217; più schifata di prima. La annusa, fa il morso e la deposita nel piattino.<br />
Infine tocca a quella alla crema. Lo sguardo è disgustato. Il morso è dato appena, l&#8217;ultima ciambella viene appoggiata sul piattino.<br />
Nel frattempo ho finito di mangiare, mi alzo giusto in tempo per vedere un cameriere portar via un piatto con tre ciambelle morsicate.</p>
<p><em>Secondo</em></p>
<p>C&#8217;è una gara di <em>speed climbing</em>: in pratica chi suona per primo la capanella in cima ad una parete di roccia (sì, c&#8217;è pure quella su questa nave) vince. E&#8217; una cosa goliardica come mille altre che si fanno ogni giorno sulla nave dei desideri.<br />
C&#8217;è un tizio in mezzo agli altri che, da come parla, sembra pratichi lo sport della rampicata.<br />
Parte per primo, è veloce, è decisamente il suo sport.<br />
Scende, parte il secondo e lui lo osserva un po&#8217;. E&#8217; sicuramente più lento, ci sta provando, come si dice. Il primo scalatore lo osserva, si gira verso i suoi amici e dice &#8220;Ho già vinto.&#8221;, poi se ne va.</p>
<p><em>Terzo</em></p>
<p>Dalla nave al treno c&#8217;è tanta strada, così le compagnie di crociera utilizzano i bus navetta. Ti metti lì ed aspetti. Può capitare che si stia sotto il sole. Se sei un po&#8217; sfortunato può capitare che il bus abbia l&#8217;aria condizionata rotta. Bene, noi eravamo esattamente su quel bus, da 5 minuti, aspettando che si riempisse abbastanza per partire. Nessuno fiatava, sebbene facesse caldo, ovviamente.<br />
Sale il gruppo di ragazzi (ma non è mica quello che rampicava l&#8217;altro giorno quello?) fatti tre passi dentro al bus parte l&#8217;urlo &#8220;ARIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA&#8221;, a segnalare una legittima richiesta.</p>
<p>Ecco, non voglio fare il catastrofista, ma con questi presupposti siamo spacciati. Perché al di là dell&#8217;economia che crolla, dei mercati instabili, dei fatturati che per essere raggiunti dipendono dai licenziamenti, del buco nell&#8217;ozono, dei mari troppo freddi o di quelli troppo caldi, forse val la pena pensare che un piatto con su tre ciambelle morsicate che il cameriere porta indietro, beh, è già la fine del mondo.</p>
<p>Vaglielo a spiegare tu a mia moglie adesso che di crociere non ne farò mai più&#8230;</p>
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		<title>Io, prendo te, come mia sposa</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 20:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti matrimoni si vedono in una vita? Tantissimi. Ne ho vissuto uno due settimane fa. Basta crescere con un gruppo di amici ed alla fine si sposano tutti. Prima o dopo tutti ci passano. Ed in barba all&#8217;indipendenza, alla laicità e via dicendo, la maggioranza si sposa ancora in chiesa. Ad un certo punto, durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti matrimoni si vedono in una vita? Tantissimi. Ne ho vissuto uno due settimane fa. Basta crescere con un gruppo di amici ed alla fine si sposano tutti. Prima o dopo tutti ci passano. Ed in barba all&#8217;indipendenza, alla laicità e via dicendo, la maggioranza si sposa ancora in chiesa.</p>
<div id="attachment_309" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/07/orgoglio.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/07/orgoglio-300x200.jpg" alt="Orgoglio" title="Orgoglio" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-309" /></a><p class="wp-caption-text">Orgoglio</p></div>
<p>Ad un certo punto, durante il rito, arriva la parte che viene definita &#8220;la promessa&#8221;. Io <em>nome</em> prendo (o &#8220;accolgo&#8221;, che però a me non entusiasma come verbo ed in fondo spiego il perché) te <em>nome</em> come mia/o sposa/o e prometto di esserti fedele sempre nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti ed onorarti <strong>tutti i giorni della mia vita</strong>.<br />
Viene detta &#8220;fedeltà eterna&#8221;, ma si sa, l&#8217;essere umano non ha buona memoria. Perché poi si mette in mezzo la vita e cominciano i problemi e, pian piano, si inizia a dimenticare.</p>
<p><span id="more-308"></span></p>
<p>Salomone a Dio non ha chiesto oro o potere, ma saggezza. Scrive la bibbia che Dio gliel&#8217;ha donata, ma dubito Dio abbia fatto realmente qualcosa in quel caso. Qualcuno che chiede in cambio di un desiderio la saggezza, è già profondamente saggio, dubito abbia bisogno di un aiuto in quel senso.<br />
Cito Salomone perché credo che forse la via giusta per vivere un rapporto, un matrimonio, non sia tanto quella di chiedere doni che facciano funzionare le cose. Smettere di dire: fa che mia moglie (o mio marito) mi ami, fa che non mi tradisca, fa che non si ammali mai.<br />
E&#8217; qualcosa di impossibile ed insensato.<br />
Cosa rimane? Forse cambiare prospettiva. Provare a chiedere: dammi la forza di essere sempre un buon (o una buona) amante, dammi la forza di dare a lei (o lui) quello di cui ha bisogno per essere felice, dammi la forza di superare difficoltà e malattie come un uomo vero (o una donna vera).<br />
A quel punto non è più una questione di doni. A quel punto si ritorna a quella che è l&#8217;origine della ricerca: chiamala felicità, chiamalo regno di Dio.<br />
Come si raggiunge?<br />
Io lo scrivo in calce alle mie mail da sempre, per non dimenticarlo mai. E&#8217; un pezzo di vangelo che nella sua semplicità spiega come il segreto della felicità (o regno di Dio) stia nel non risparmiarsi mai, nel dire che se trovi una perla preziosa, allora la cosa giusta è vendere tutto quello che hai e prenderla, non &#8220;accoglierla&#8221;.<br />
Per quello non mi entusiasma la formula dell&#8217;accoglienza. E&#8217; insito nel verbo &#8220;accogliere&#8221; il non trattenere. Ma una cosa così preziosa non la puoi lasciare andare. Mai.</p>
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		<title>Chi decide cosa ascolti?</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 20:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo lettore mp3 portatile che ho comprato ha l&#8217;età di mio figlio: 5 anni. Acquistato su ebay nel 2004. Ce l&#8217;ho ancora, non ne ho comprati altri. 20 giga di disco e 234 euro di prezzo. Era il lettore più capiente ed economico di allora: X5, prodotto dalla società IAUDIO. E&#8217; bello perché lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo lettore mp3 portatile che ho comprato ha l&#8217;età di mio figlio: 5 anni. Acquistato su ebay nel 2004. Ce l&#8217;ho ancora, non ne ho comprati altri.<br />
20 giga di disco e 234 euro di prezzo. Era il lettore più capiente ed economico di allora: <em>X5</em>, prodotto dalla società <em>IAUDIO</em>.</p>
<div id="attachment_303" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/07/iaudio.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/07/iaudio-300x205.jpg" alt="X5" title="X5" width="300" height="205" class="size-medium wp-image-303" /></a><p class="wp-caption-text">X5</p></div>
<p>E&#8217; bello perché lo attacchi, via usb ti viene montato il disco (20 giga), tu vedi la cartella Music e ci puoi piazzare dentro tutto quello che ti interessa, nell&#8217;ordine che vuoi, col nome che vuoi.<br />
L&#8217;ho usato da subito per trasferire i miei CD su mp3 (nel 2006 si usava), in modo che la mia musica fosse tutta lì, con il bitrate che mi piaceva, la qualità che volevo.<br />
Ci ascolto la radio, ci vedo i filmati e fa anche da registratore portatile, ma in linea di massima lo uso più che altro per ascoltare la musica.<br />
Spetta, spetta, ma cosa c&#8217;entra tutta sta roba con <em>pensavodiavercapito</em>?<br />
C&#8217;entra eccome, perché dal 2004 il mondo si è evoluto, ma sono qui a dire che sono la dimostrazione vivente che si può avere tecnologia, sentirsi felici&#8230; Senza passare da Apple.</p>
<p><span id="more-302"></span></p>
<p>Il famoso spot della Apple, quello che porta in scena 1984 di Orwell, con tutti gli uomini/automi assoggettati al Grande Fratello che vengono &#8220;svegliati&#8221; dalla tipa in calzoncini che sbatte il martello sulla faccia proiettata in video prometteva benissimo.<br />
Ma se lo sono dimenticati tutti.<br />
O meglio, io credo che han fregato qualcuno, perché non hanno mostrato la parte successiva, in cui la tipa si mette al posto del Grande Fratello, accende le luci, rende tutto più bello e rotondeggiante, e fa rimettere tutti in fila, consegnando a ciascuno un I-coso, pod, pad, phone.<br />
Cambia niente, ma sono tutti in fila.<br />
La filosofia è &#8220;So io di cosa hai bisogno, non pensarci tu&#8230;&#8221; e via a fare le file alle 4 di mattina davanti ai negozi per prendere un cazzillo I-qualcosa.<br />
Roba che se alle stesse persone dici &#8220;Sai che uno ha fatto il cammino di Santiago e s&#8217;è fatto Milano-Compostela a piedi?&#8221; la stessa persona (magari intanto che è in fila) dice &#8220;Che pirla!&#8221;.<br />
Perché poi in fondo è tutto lì: cosa fa di te un pirla?<br />
La scusa è pronta: eh ma non si discute sulla funzionalità, &#8220;l&#8217;esperienza multimediale&#8221;. Quale altro dispositivo ti offre quel che ti offre l&#8217;I-coso?<br />
Io però so che:</p>
<ol>
<li>I dati sull&#8217;I-coso sono messi in una forma incomprensibile, un backup non è possibile con strumenti standard, va usato il software apposito, Itunes. E la procedura non è così triviale. Ma un dato, non è un dato?</li>
<li>Ho amici che usano l&#8217;I-coso ed ogni sera lo mettono sotto carica. Orgogliosamente inoltre ribadiscono &#8220;Oh, va che sto coso fa pure il caffé, se abilito tutte le funzioni si scarica in due ore&#8221;.</li>
<li>Costa uno sproposito sopra la media.</li>
</ol>
<p>Attenzione, attenzione, non voglio passare dalla parte dei moralisti dell&#8217;ultima ora vedi Bon Jovi, <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2011/03/jobs-bon-jovi-itunes-ipod-musica.html">qui</a>, che accusano Apple della propria perdita di talento.</p>
<p>E&#8217; solo che vorrei capire, perché Apple domina il mercato? Dai non è solo un discorso di funzionalità e o qualità. Chi più, chi meno, tutti i nuovi pad, pod o phone alternativi fan le stesse cose.<br />
Secondo me il problema è che ormai queste cose viaggiano al pari delle cinture, delle scarpe e via dicendo. E&#8217; moda.</p>
<p>Ma lo posso assicurare: si vive anche senza. E se la risposta è &#8220;si vive meglio con&#8221; ripeto che &#8220;si vive ancora meglio senza&#8221;. Perché nessuno può togliermi dalla testa quello spot di cui si parlava poco sopra.<br />
Perché archiviare le cose sul disco in maniera incomprensibile? Quale senso ha se non quello del controllo? Un file è un file, perché non posso leggerlo ovunque, tanto più se il file è mio?</p>
<p>E&#8217; come collezionare figurine, altro che tecnologia. Se poi l&#8217;I-coso è funzionale tanto di guadagnato, sennò è bello da vedere.</p>
<p>Prendi l’App Store. Apple ha l’ultimo ed insindacabile giudizio su cosa possa essere o meno eseguito sui device degli utenti. Se fai diverso, decade la garanzia.</p>
<p>Non vado oltre, faccio la mia dichiarazione: l&#8217;I-coso è una scusa, per far decidere a qualcun altro cosa mi serve.</p>
<p>Ecco l&#8217;ho detto.</p>
<p>Aprite le gabbie.</p>
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		<title>Free at last</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 20:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pdac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi è un giorno speciale. Quarantatré anni fa veniva ucciso sul balcone di un hotel in Memphis Martin Luther King Jr., il reverendo protestante padre del movimento pacifista e non violento il cui obiettivo era di raggiungere la parità dei diritti della popolazione nera negli stati uniti d&#8217;America. Quanto ho vissuto di MLK è solamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è un giorno speciale. Quarantatré anni fa veniva ucciso sul balcone di un hotel in Memphis Martin Luther King Jr., il reverendo protestante padre del movimento pacifista e non violento il cui obiettivo era di raggiungere la parità dei diritti della popolazione nera negli stati uniti d&#8217;America.</p>
<div id="attachment_286" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/04/mlk.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/04/mlk-300x225.jpg" alt="MLK" title="MLK" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-286" /></a><p class="wp-caption-text">MLK</p></div>
<p>Quanto ho vissuto di MLK è solamente un ricordo tramandato, pellicole in bianco e nero, di non perfetta qualità, in cui un uomo davanti ad un fiume di persone fa la storia, urlando a tutti che ha un sogno fatto di uguaglianza, di persone che possano sedersi allo stesso tavolo e costruire un futuro migliore.<br />
Qualcuno ha tentato di spezzare questo sogno con una pallottola, ma, come spesso accade con le persone guidate da Dio, parafrasando Tiziano Terzani, quella fine è stato un immenso inizio.</p>
<p><span id="more-285"></span></p>
<p>In casa mia c&#8217;è un quadro. Lo si incontra appena aperta la porta. L&#8217;ho voluto mettere lì per vederlo appena entro, perché mi aiuti ogni giorno a capire cosa conta davvero nella vita.<br />
E&#8217; quello che si vede nella foto. E&#8217; un&#8217;elaborazione molto grezza di una foto di MLK che tiene in braccio suo figlio con di fianco il discorso che ha segnato la mia vita.<br />
Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare non è &#8220;I have a dream&#8221;, sebbene ogni singola frase di quel discorso valga una vita di riflessioni.<br />
Il mio discorso preferito è stato intitolato &#8220;<em>Talmente preziosa che daresti in cambio la vita</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Vi dico, questa mattina, che se non avete mai trovato una cosa che vi sia talmente cara e preziosa per cui dareste in cambio la vita, non siete adatti alla vita<br />
&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>E&#8217; stato pronunciato come sermone nel periodo in cui si chiedeva ad MLK di prendere una posizione precisa nei confronti della guerra in Vietnam. Un Uomo come di MLK non poteva far finta di nulla. Oneri ed onori. Così la scelta, inevitabile, su quale atteggiamento assumere nei confronti di quel conflitto fu presa e mantenuta.</p>
<p>&#8220;<em>&#8230;<br />
Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte di quel che è giusto. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della verità. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della giustizia.<br />
&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>Tutto si rifà alla parabola che appongo in fondo alla firma delle mie mail&#8230; Più o meno da quando scrivo mail. E&#8217; la parabola del mercante che va in cerca di perle preziose e trovatane una di grande valore va, vende tutti i suoi averi e la compra.<br />
E&#8217; un ideale di vita nella sua semplicità estremamente complicato.<br />
E&#8217; un ideale di coerenza che si scontra con tutti i compromessi della società di oggi (ma, guarda caso, anche di quella del 1968).<br />
E&#8217; un ideale che potrebbe metterti in enorme difficoltà in qualsiasi momento della tua vita, nel quale la scelta sarà abbassare la testa ed adeguarti oppure tenere alto lo sguardo ed assumerti le tue responsabilità.</p>
<p>Ed il rischio ci sarà sempre. Il rischio di essere fraintesi, derubati, strumentalizzati, accusati ingiustamente e poi, magari, anche uccisi.<br />
Si è cominciato con Gesù Cristo, e ce ne sono stati a vagoni di Uomini e Donne uccisi per non aver rinunciato a se stessi.<br />
Ma c&#8217;è una cosa che ho capito, e ne sono convinto ogni giorno di più: ci si può fidare di qualcuno che ha dato la propria vita per la cosa che riteneva essere più preziosa.</p>
<p>Riposa in pace, e che i tuoi sogni diventino realtà.</p>
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		<title>La ricetta per un matrimonio felice</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 20:14:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Insieme a mia moglie sto vivendo da un paio di anni parte del percorso che alcune coppie di fidanzati stanno facendo prima di sposarsi. Sono pochi incontri, in cui si cerca di presentare la vita per quello che è: una partita da giocare o se vogliamo&#8230; Un piatto da cucinare. Parlo di cucina perché in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme a mia moglie sto vivendo da un paio di anni parte del percorso che alcune coppie di fidanzati stanno facendo prima di sposarsi. Sono pochi incontri, in cui si cerca di presentare la vita per quello che è: una partita da giocare o se vogliamo&#8230; Un piatto da cucinare.</p>
<div id="attachment_282" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/03/ricetta.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/03/ricetta-225x300.jpg" alt="Ricetta" title="Ricetta" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-282" /></a><p class="wp-caption-text">Ricetta</p></div>
<p>Parlo di cucina perché in uno di questi incontri salta fuori la &#8220;Ricetta per un matrimonio felice&#8221;, che ha scritto una carissima persona che stimo all&#8217;inverosimile e considero esempio in molte delle cose che faccio. Uno di quei punti di riferimento di cui dici &#8220;ecco, potessi scegliere, vorrei avere quell&#8217;espressione lì tra parecchi anni&#8221;.<br />
Fatto sta che la persona in questione ha scritto questa ricetta ed io, insieme alla mia signora ed alle altre coppie &#8220;guida&#8221;, ho sottoscritto parola per parola.</p>
<p><span id="more-278"></span></p>
<p>&#8220;<em>Il modo di cucinare, oggi è un po’ diverso da quello di un tempo.<br />
Tuttavia ci sono vecchie ricette, “quelle della nonna”, che ancora trovano gradimento. Una di queste è la:</p>
<p>Ricetta per un matrimonio D.o.c. di Luisa<br />
(datata luglio 1967 ed ancora in corso)</p>
<p>Ingredienti:<br />
Scelta irreversibile<br />
Pari dignità<br />
Reciproco rispetto e perdono<br />
Dialogo aperto e sincero<br />
Purezza di sentimenti<br />
Sguardo sempre innamorato<br />
Desiderio del bene comune<br />
Medesimo fine<br />
Accordo nella divisione dei compiti</p>
<p>Amalgamare il tutto e insaporire con abbondante gentilezza e fedeltà. Aggiungere di tanto in tanto pazienza e costanza.<br />
Regolare la fiamma dell’amore coniugale in giusta misura e mescolare frequentemente evitando che si formino grumi di contrasto e di amarezze. Irrorare più volte con buone dosi di responsabile ottimismo e fiducia.</p>
<p>Tocco finale: spolverare con la preghiera ed un pizzico d’orgoglio.<br />
Importantissimo: tenere il fuoco dell’amore sempre acceso.<br />
Dove trovare gli ingredienti: dentro la Bibbia, reparto N.T (nuovo Testamento).<br />
Difficoltà: media.<br />
Tempo di preparazione: tutta la vita.<br />
Consiglio utile: tenere lontane le tentazioni.</p>
<p>Buon appetito, anzi buon matrimonio lieto e duraturo !</em>&#8220;</p>
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		<title>Il senso della morte</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 09:31:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è addirittura una trasmissione, per quello che so, che si intitola proprio &#8220;Il senso della vita&#8221;. Che poi in fondo è quel che cercano tutti. Il senso, dagli un senso. Poi qualcuno si perde per strada e ricava le conclusioni che meglio crede: c&#8217;è quello che si droga, quello che spende tutto in gratta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è addirittura una trasmissione, per quello che so, che si intitola proprio &#8220;Il senso della vita&#8221;. Che poi in fondo è quel che cercano tutti.<br />
Il senso, dagli un senso.<br />
Poi qualcuno si perde per strada e ricava le conclusioni che meglio crede: c&#8217;è quello che si droga, quello che spende tutto in gratta e vinci, quello che investe benevolmente tempo e fatiche, quello che vive per lavorare, quello che non può fare altro che lavorare per vivere e via dicendo.</p>
<div id="attachment_269" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/03/ilsensodellamorte.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/03/ilsensodellamorte-200x300.jpg" alt="Talia al Ghul" title="Il senso della morte" width="200" height="300" class="size-medium wp-image-269" /></a><p class="wp-caption-text">Il senso della morte</p></div>
<p>Tutti in cerchio. Tutti a cercare il senso della vita. In conclusione, pare un casino trovarlo. E se non fosse quello il punto? Se in fondo non si trattasse di dare un senso alla vita, ma al suo esatto opposto? Perché non cercare di cambiare prospettiva? E&#8217; scientifico come approccio. Non arrivi al punto direttamente, ma partendo da un punto di vista diametralmente opposto.<br />
Qual&#8217;è dunque il senso della morte?</p>
<p><span id="more-268"></span></p>
<p>In un romanzo di <em>Isaac Asimov</em>, intitolato <em>Il sole nudo</em>, viene descritta una società utopica che vive su un pianeta chiamato <em>Solaria</em>, in cui gli abitanti, quasi totalmente scienziati, vivono un isolamento spontaneo da tutto e da tutti. Nel corso della loro evoluzione i Solariani arrivano ad aumentare la durata della propria vita in secoli agendo sulla propria genetica. Al di là dell&#8217;aspetto fantascientifico dell&#8217;opera, uno degli aspetti morali (indipendenti dalla vicenda stessa) che balza subito all&#8217;occhio è come la conseguenza diretta di una vita longeva porti naturalmente all&#8217;isolamento.<br />
Una versione di questo concetto più distorta ed emblematica è presente in un altro romanzo fantascientifico, <em>Bay City</em>, di <em>Richard K. Morgan</em>. Nella società descritta, la morte è stata addirittura annullata, mediante l&#8217;utilizzo di una pila corticale (in pratica una Sim Card), all&#8217;interno della quale è memorizzata la coscienza dell&#8217;individuo che può essere impiantata nuovamente (esatto, come la Sim di un cellulare) in un nuovo corpo. Conseguenza diretta di questa modalità di sopravvivenza è l&#8217;annullamento dei rapporti duraturi ed un distacco, quasi totale, dalle passioni e dalla cosiddetta <em>voglia di vivere</em>.<br />
Perché tutte queste citazioni? Perché sebbene questi romanzi possano solamente ipotizzare l&#8217;evoluzione e le scelte dell&#8217;umanità di fronte all&#8217;annullamento della morte, tali ipotesi sono assolutamente condivisibili.<br />
L&#8217;annullamento della morte, inevitabilmente, porterebbe ad isolamento e disfacimento dei rapporti. Quando hai di fronte a te l&#8217;eternità, quale investimento sulla tua vita puoi fare? Quale preoccupazione potrebbe attraversare la tua mente?<br />
Eccolo qua il senso. Che vita sarebbe senza morte?<br />
Quanto preziosa diventa la vita in funzione del punto interrogativo rappresentato dal domani? E&#8217; un obbligo cullarsi alla ricerca di tutto l&#8217;amore che si può ottenere da chi ti sta intorno, dalle persone che hai scelto, da coloro i quali completano il tuo mondo dandogli un senso.<br />
Un investimento. Un piacere continuo. Un senso.</p>
<p><em>Arriverà un giorno in cui non vorrò più staccarmi dal vostro abbraccio,<br />
nonostante saprò che quello è il momento di andare.<br />
Avremo le lacrime agli occhi, tutti.<br />
Capiterà di vedere il cielo nero, pieno di nuvole, pronto a piovere.<br />
Forse pioverà.<br />
Ma infine, quando sembrerà di non poterne più, arriverà una mattina assolata, con un cielo talmente terso da far male agli occhi di chi lo guarda.<br />
Quel giorno, le lacrime saranno asciugate.<br />
Quel giorno, capiremo che il nostro amore ci ha resi eterni.<br />
Quel giorno, tutto avrà un senso perché saremo uno, per sempre, come lo siamo ora.</em></p>
<p>E&#8217; l&#8217;unico modo che ho trovato per dire che a ciascun giorno basta la sua pena.</p>
<p>Buona vita.</p>
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		<title>Duemiladieci addio</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 09:50:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La fortuna non esiste. Lo vado ripetendo da una vita. Non ci credo. Intendo che esistano persone sfigate ed altre fortunate, anche se all&#8217;atto pratico magari tutto sembra valorizzare la teoria dei &#8220;baciati dalla fortuna&#8221; e delle loro controparti pecore nere. Per questo, facendo il sunto dell&#8217;anno appena trascorso non mi vien voglia di dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fortuna non esiste. Lo vado ripetendo da una vita. Non ci credo. Intendo che esistano persone sfigate ed altre fortunate, anche se all&#8217;atto pratico magari tutto sembra valorizzare la teoria dei &#8220;baciati dalla fortuna&#8221; e delle loro controparti pecore nere.</p>
<div id="attachment_260" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><a href="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/01/fortuna.jpg"><img src="http://www.pensavodiavercapito.org/wp-content/uploads/2011/01/fortuna-200x300.jpg" alt="Fortuna" title="fortuna" width="200" height="300" class="size-medium wp-image-260" /></a><p class="wp-caption-text">Fortuna</p></div>
<p>Per questo, facendo il sunto dell&#8217;anno appena trascorso non mi vien voglia di dire &#8220;è stato un anno sfortunato&#8221;.<br />
Anche se poi, magari, ne son successe di tutti i colori&#8230;</p>
<p><span id="more-258"></span></p>
<p>E forse anche qualcosa di più. Certe volte pare decisamente che le vicende, le cose che succedono, si accaniscano nei tuoi confronti manco avessi un occhio di bue stampato sul petto o una scritta &#8220;Welcome&#8221; sul sedere.<br />
Non si può però cedere alla tentazione di darsi dello sfigato. Non esiste proprio. Perché, e probabilmente sto solo elencando dei luoghi comuni, ognuno è artefice del proprio destino.<br />
Credere nella fortuna e nella sfortuna ti porta di botto indietro di tremila anni, ad onorare burberi Dei che non hanno niente di meglio da fare che giocare con la vita di noi miseri mortali. E&#8217; una mentalità schifezza. Ed è tutta racchiusa nelle lotterie Italia, nei gratta e vinci da dieci euro, nelle slot machines frequentate da chi quegli Dei li onora tutti i giorni, magari definendosi nel contempo ateo.<br />
La fortuna non esiste.<br />
La sfortuna nemmeno.<br />
Esistono gli eventi, che parafrasando Alanis Morrisette, possono apparire ironici, come vincere la lotteria a 98 anni e morire il giorno dopo, ma sono eventi, nulla a che vedere con un disegno oscuro ai più, che dovrebbe gratificare una persona piuttosto che l&#8217;altra.<br />
&#8220;Dillo al figlio di quella famiglia ricca&#8221;.<br />
&#8220;Dillo a chi ha fatto sei all&#8217;Enalotto&#8221;.<br />
&#8220;Dillo a chi ha scoperto un&#8217;eredità insperata&#8221;.<br />
Questa si chiama fortuna?<br />
&#8220;Dillo a chi ha scoperto di essere malato&#8221;.<br />
&#8220;Dillo a qualcuno a cui hanno rubato un figlio&#8221;.<br />
&#8220;Dillo a chi non sa se arriverà a stasera per colpa della fame che ha&#8221;.<br />
Questa si chiama sfortuna?<br />
Siamo davvero convinti che sia tutto un gioco di dadi fatto da una gnocca bendata?<br />
Stavolta parafraso Scalfaro: &#8220;Io non ci sto&#8221;.<br />
Anche perché attribuire questo o quell&#8217;altro evento a meccanismi sconosciuti sminuisce l&#8217;essere uomo (o donna, beninteso). Sminuisce quanto puoi dimostrare a te stesso ed al mondo che qualsiasi cosa ti succede, tu mantieni comunque la tua dignità, tu resisti, ed anzi tieni lo sguardo bello dritto. Perché il guardare a terra, il grattare il bigliettino che ti è costato come un&#8217;ora di lavoro, lo sperare che dei numeri ti cambino la vita, beh&#8230; E&#8217; da sfigati.</p>
<p>Quindi, nonostante tutto, il duemiladieci non lo voglio uccidere. E&#8217; stato pesante, duro, intenso, costoso ed a tratti demoralizzante, qualcosa che di sicuro ricorderò per tutta la vita. Non lo uccido, giuro, ma&#8230; Duemiladieci, la porta è quella, qui hai finito.</p>
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