30
Mag 16

L’anno del miracolo – 30 maggio

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Stamattina avrei dovuto partecipare ad un evento che riguardava il mio lavoro. Qualcosa d’interessante, avevo predisposto tutto in modo da avere la giornata libera.
Alla sveglia ho aperto gli occhi, ti ho guardato, e sono rimasto a casa.
Certo, ho lavorato lo stesso, non è stato un giorno sabbatico, ma son rimasto a casa. Anche per te.
Ogni tanto ci vuole, bisogna dire “oggi vivo come dico io, non come ho programmato”. Certo si tratta di una cosuccia da nulla, ma ho promesso a me stesso che mi impegnerò a trovare sempre più momenti come questo. Anche se il mondo va a trecento all’ora. Anche se oggi, per chi vive il nostro tempo questa è la cosa più difficile.


29
Mag 16

L’anno del miracolo – 29 maggio

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La vita è tutta una questione di prospettive. Prendi quel mio amico: quando è diventato papà ci siamo incrociati a buttare la pattumiera. La sua piccola avrà avuto un mese mezzo a dir tanto, l’età che hai tu ora. Fatto sta che gli ho chiesto “Allora, com’è? E’ brava?” e lui mi ha risposto “Massì, si alza sì e no cinque volte per notte”.
Al che ho spalancato la bocca, ho cercato di dire qualcosa, ma ho sorriso e l’ho salutato. Pensa, io impazzisco con te che ti alzi tre volte a notte e la mattina sono un concentrato di stanchezza e nervosismo. Vedi? E’ tutta una questione di prospettiva…


28
Mag 16

L’anno del miracolo – 28 maggio

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Salta fuori che la mattina sei uno spasso. In pratica funziona così: quando sono le 06:40, 06:50 al massimo, fai casino. Ti lamenti. I fumi della notte trascorsa mi fanno chiedere quante volte ti sei svegliato, ma non riesco a trovare risposta. Tua madre, stravolta, ti mette lì nel letto. Alle 07:00, puntuale, suona la sveglia e girano le balle.
Resisto dieci minuti, poi mi alzo e ti porto in bagno, nel fasciatoio. Da lì inizia lo spettacolo. Ti guardi in giro, fai casino e se mi avvicino e metti a fuoco, mi sorridi.
Roba che quasi, bada bene, dico quasi, mi dimentico del sonno.


27
Mag 16

L’anno del miracolo – 27 maggio

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Dopo che per due giorni mi sono lamentato con tua madre del fatto che piangi spesso (tu dirai, ma va?), stasera mi sono presentato a casa con un mazzo di fiori.
Li ho presi di cinque tipi diversi, come cinque siamo noi (cane e gatto a parte). C’è stata della tensione poi sul far della cena, avevo da fare e tu piangevi (tu dirai, ma va?), così ho sbuffato e mi sono lamentato. Anzi, quasi io e la mamma abbiamo litigato.
L’importante però è che i fiori sono nel vaso. Serviranno alla mamma per ricordarsi che suo marito la ama, serviranno a me per ricordarmi che, certe volte, basta un fiore.


26
Mag 16

L’anno del miracolo – 26 maggio

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Oggi sono arrivati i risultati delle elezioni. Ricordi quando ti scrivevo di non fidarti mai di chi non sorride ai bimbi? Ecco, cito questa cosa perché per quanto riguarda la politica è necessario (almeno così la pensa tuo padre) fare un discorso simile.
Non ci si può fidare di chi è lontano anni luce dal tuo modo di vivere. Se studierai la nostra storia, a prescindere dal tuo credo politico, vedrai come sono esistiti politici veri, che credevano e vivevano una missione e politici opportunisti, lì quasi per caso a mungere lo stato per arricchirsi. Il problema del nostro tempo? Trovare gente della prima categoria.


25
Mag 16

L’anno del miracolo – 25 maggio

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Stasera a cena mi sono lamentato del fatto che sei un rompiballe. La mamma è molto paziente, è capace di sopportare che ti lamenti, che cigoli e piangi mentre si mangia. Io non ci riesco. C’è qualcosa nel pianto dei bimbi neonati che mi manda fuori. Sento proprio innescarsi una reazione alla base del cervello e stasera l’ho detto. Dopo giornate intense, piene della solita frenesia, uno arriva a casa e vuole solo sedersi a tavola, mangiare con calma e parlare di come è andata la giornata.
Stasera tu piangevi, ma era più come se volessi parlarmi, e mi sa che ti ho capito. La frase che dicevi era “Hai voluto la bicicletta?”.


24
Mag 16

L’anno del miracolo – 24 maggio

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Ieri ti scrivevo dell’amicizia. Ti ho scritto “Se sarai bravo, allora troverai un amico”. Ho scritto così, perché non penso dipenda dalla fortuna. In generale per le cose della vita vedrai come troverai sempre qualcuno che sembra fortunato e qualchedun altro che non lo sembra affatto. Ascolta tuo padre: la fortuna non esiste. Puoi azzeccare la risposta corretta di un test a scuola una volta, ma se non studi, la volta dopo andrà male. Puoi infilare un calcio piazzato in mezzo ai pali “per caso”, ma se non ti alleni con costanza, non avrai mai percentuali alte. Puoi pensare che le persone importanti intorno a te arrivino da sole, ma se non segui il tuo cuore, se non agisci da uomo giusto, allora darai sempre colpa alla sfortuna.


23
Mag 16

L’anno del miracolo – 23 maggio

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Stasera sono uscito con il mio migliore amico. Non so spiegarti quanto sia importante avere, al di fuori della tua famiglia, una figura di riferimento con cui confrontarti. Nel corso della vita ti capiteranno decine, centinaia di persone, ma solo poche, pochissime, rimarranno con te in ogni caso.
Leggi bene: in ogni caso. Perché la vita è così, ti succedono un mare di cose, subisci torti, ne fai, mostri i tuoi limiti e gli altri lo fanno con te. Un amico è la persona che vede tutte queste cose e nonostante tutto sta al tuo fianco, e lo stesso fai tu per lui.
Un amico così è una merce rarissima, come l’acqua nel deserto. Se sarai bravo, troverai anche tu un amico a cui donare e da cui prendere. Gratis, perché l’amicizia non prevede guadagno.


22
Mag 16

L’anno del miracolo – 22 maggio

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La cosa strana del ritrovarsi con tre figli è che la gente ti da un po’ del matto ed un po’ invece pensa che sia facile. Ci sono quelli che ti guardano con la faccia di chi dice “Io non lo farei mai”, altri che invece sembrano dire “Cosa vuoi che sia?”. A volte sono le stesse persone, nella stessa discussione.
“Sai, ho deciso che il prossimo anno mi fermo, non credo di avere le forze per continuare a fare sport così”
“Ma non dire cagate! Sei ancora così giovane!”
“Giovane sì, ma con tre figli a cui dedicare del tempo!”
“Effettivamente…” dicono, e poi cambiano discorso.
Vuoi che ti dica la verità? L’ho capito, anche se “solo” a trentacinque anni: nessuno sa mai che pesci pigliare. Si improvvisa.


21
Mag 16

L’anno del miracolo – 21 maggio

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Oggi giornata disastrosa. Ho finito di lavorare alle 21:00 dall’altra parte della città. Ora che sono arrivato a casa era praticamente notte. Non ho neanche provato a “caricarmi” con voi bambini, eravate già andati a dormire.
L’altro giorno ti dicevo che l’antidoto per i lunedì lavorativi è la propria famiglia. Oggi invece ti cito un proverbio cinese (penso): trova un lavoro che ti piace e non lavorerai un giorno nella tua vita.
Ora queste cose “zen” sono vere, però se penso che a dirle è stato un bonzo sul suo tappetino che rifletteva ogni giorno della sua vita, trovandosi il mangiare pronto, mi viene da citare invece tuo nonno: inscì in bon tucc (così son capaci tutti).