Ok, son partito male. La parola “vecchio” pare essere una sorta di dispregiativo. Eppure dai, ci trovo un po’ più di dignità rispetto all’uso di “anziano”, che fa molto compatimento, molto occhiali sul naso per leggere il giornale e cose così.

Il titolo è eloquente, il tipo di vecchio che si vuol diventare. Perché ne esistono di infinite tipologie, che però sono accomunabili, quantomeno in macro categorie. Mi pongo di queste domande perché quando sei in giro per lavoro, vedi decine e decine di volti che appartengono a persone di cui non saprai mai nulla a parte ciò che evinci dal loro aspetto.
Ed i volti che mi affascinano di più sono quelli dei vecchi.
